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Pescia, Bertini attacca Dika dopo l’incontro con l’opposizione: «Il Pd non è una terra di conquista»

Pescia (mercoledì 4 novembre 2026) — Il segretario del Partito Democratico di Pescia, Simone Bertini, interviene pubblicamente dopo l’incontro tra Bernard Dika, sottosegretario alla presidenza della Regione Toscana e dirigente del Pd, e alcuni esponenti dell’opposizione all’amministrazione guidata dal sindaco Riccardo Franchi. Al centro della presa di posizione, la mancata comunicazione dell’iniziativa agli organismi locali del partito e allo stesso primo cittadino.

di Matteo Della Bartola

Bertini ricostruisce innanzitutto il percorso politico che ha portato alla vittoria del centrosinistra nel 2023, quando Pescia fu l’unico dei sei Comuni toscani arrivati al ballottaggio in cui la coalizione riuscì ad affermarsi. Franchi vinse con il 52,43% dei voti, in un contesto che, secondo il segretario dem, richiedeva una netta discontinuità rispetto alle precedenti esperienze amministrative. «Abbiamo vinto facendo una scelta netta: rompere con un modo di amministrare che negli anni aveva prodotto conseguenze pesantissime per il Comune e per la città», afferma Bertini, ricordando la decisione di non riproporre, a partire dal candidato sindaco, figure che avevano avuto responsabilità di governo nei decenni precedenti.

Il segretario richiama anche la situazione finanziaria ereditata dalla nuova amministrazione, parlando di quasi 20 milioni di euro tra debiti, disavanzi e altre esposizioni in un Comune con meno di ventimila abitanti. Una situazione che, sottolinea, ha richiesto un lungo lavoro per riportare l’ente a condizioni di regolarità amministrativa. È proprio alla luce di questo percorso che Bertini contesta le modalità dell’incontro di Bernard Dika con esponenti dell’opposizione. Il sottosegretario avrebbe spiegato di aver partecipato a titolo personale, richiamando il valore del dialogo e dell’ascolto. Una spiegazione che, tuttavia, non convince il segretario comunale del Pd.

«Mai avremmo pensato di apprendere dalla stampa che Bernard Dika avesse incontrato a Pescia esponenti dell’opposizione all’amministrazione Franchi senza che il Pd di Pescia ne fosse stato informato», dichiara Bertini, ponendo una serie di domande: «Perché il Pd di Pescia non ne sapeva nulla? Perché il sindaco non ne sapeva nulla? E soprattutto: perché, quando Reportpistoia gli ha chiesto di quali argomenti si fosse discusso e se il partito e il sindaco fossero stati informati, ha scelto di non rispondere?». Per Bertini, se si è trattato di un semplice incontro tra cittadini, non dovrebbero esserci difficoltà a chiarirne pubblicamente i contenuti.

Il segretario esprime inoltre preoccupazione per l’eventualità che durante il confronto siano state affrontate questioni relative alla tenuta della maggioranza e agli equilibri interni del Partito Democratico pesciatino. «Su questo pretendiamo chiarezza», afferma, aggiungendo di aver riscontrato, dal momento della propria elezione a segretario, una costante ostilità politica nei confronti suoi, del sindaco e dell’esperienza amministrativa in corso. Una situazione che, spiega, fino a oggi aveva scelto di non trasformare in una polemica pubblica.

Da qui la presa di posizione più netta: «Il Pd di Pescia non è una terra di conquista. Non è un luogo nel quale dirigenti esterni possono discutere alle nostre spalle del destino dell’amministrazione, della segreteria o degli equilibri politici cittadini». Bertini rivendica quindi la legittimità del proprio ruolo, ricordando di essere stato eletto dall’assemblea comunale del partito e di rispondere agli organismi locali e alle regole democratiche del Pd. Allo stesso tempo, sottolinea che il sindaco e l’amministrazione rispondono ai cittadini e al Consiglio comunale.

La vicenda viene ora portata all’attenzione dei vertici regionali. Il segretario del Pd di Pescia chiede infatti al segretario regionale del partito e al presidente della Regione Toscana di valutare politicamente quanto accaduto e di assumere le iniziative ritenute conseguenti nell’ambito delle rispettive responsabilità. Bertini annuncia inoltre che eventuali ulteriori tentativi di condizionare dall’esterno la vita del Pd locale o di destabilizzare l’amministrazione attraverso interlocuzioni parallele e non trasparenti saranno segnalati agli organismi competenti del partito e, qualora emergessero fatti di diversa rilevanza, alle sedi previste dalla legge.

«Non intendiamo farci intimidire, né arretrare di un centimetro nel percorso di risanamento e rinnovamento iniziato nel 2023», conclude il segretario, ribadendo la propria disponibilità al confronto politico, purché avvenga apertamente e nel rispetto degli organismi democraticamente eletti. «Il confronto politico non ci spaventa. Ma deve avvenire a viso aperto. Chi pensa di poter decidere il futuro di Pescia o del suo Partito Democratico attraverso riunioni riservate, interlocuzioni parallele o manovre alle spalle degli organismi eletti, sappia fin da ora che troverà una risposta politica ferma».

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Tag: , , , , Last modified: Novembre 4, 2026
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