Pistoia (mercoledì 17 giugno 2026) — «La pace non è solo un auspicio, è una responsabilità». È il messaggio al centro del Manifesto “Medici e Pace”, promosso dalla Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri e presentato nei mesi scorsi ad Assisi, prima di essere consegnato anche a Papa Leone XIV. Un documento che richiama i valori fondanti della professione medica: la cura della persona, la tutela della dignità umana e l’attenzione verso i più fragili.
di Matteo Della Bartola
Il manifesto è stato consegnato nel pomeriggio di ieri nell’atrio dell’ospedale San Jacopo di Pistoia dalla presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Pistoia, Paola David, alla direttrice sanitaria del presidio ospedaliero, Lucilla Di Renzo. Alla cerimonia ha partecipato anche il sindaco di Pistoia, Giovanni Capecchi.
L’iniziativa è stata l’occasione per riflettere sul ruolo della professione medica nella promozione della pace e della solidarietà, in un contesto internazionale segnato da guerre e tensioni sempre più diffuse.
«I medici non possono rimanere indifferenti ai conflitti – ha sottolineato Paola David –. L’atto della cura e la promozione della salute rappresentano strumenti concreti e potenti contro la guerra. Con questo manifesto ribadiamo la centralità di questi principi in un tempo attraversato da crescenti crisi internazionali. I medici sono ogni giorno a difesa della vita e non può esserci pace se i diritti vengono proclamati ma non garantiti».
La presidente dell’Ordine ha ricordato anche il percorso che ha portato alla nascita del documento, nato dalla Carta dei Valori elaborata insieme alla Conferenza Episcopale Italiana e successivamente sviluppato nella Carta di Roma, condivisa a livello europeo. «Si tratta di un richiamo ai valori etici fondamentali che guidano la professione sanitaria, gli stessi che trovano espressione nel giuramento professionale e nel codice deontologico», ha aggiunto.
Ad accogliere il manifesto è stata la direttrice sanitaria del San Jacopo, Lucilla Di Renzo, che ha evidenziato il significato dell’adesione da parte dell’ospedale e dell’Asl Toscana Centro.
«Siamo lieti e onorati di aderire al Manifesto della Pace – ha dichiarato –. In un momento storico caratterizzato da forti tensioni internazionali, questo gesto rappresenta un’assunzione di responsabilità e testimonia il ruolo che il personale sanitario è chiamato a svolgere nella difesa della vita e della dignità umana. Ogni giorno incontriamo la fragilità delle persone e sappiamo quanto sia importante promuovere una cultura dell’inclusione e della tutela dei diritti».
Sulla stessa linea il direttore generale dell’Asl Toscana Centro, Valerio Mari, che ha definito l’iniziativa «un’importante occasione per rafforzare il legame tra istituzioni, professionisti sanitari e comunità». «Accogliere questo manifesto – ha affermato – significa condividere un impegno comune nella consapevolezza che la promozione della pace passa anche attraverso la cura, l’assistenza e l’attenzione verso le persone».
Nel corso dell’incontro è intervenuto anche il sindaco Giovanni Capecchi, che ha collegato il significato del manifesto al percorso che la città intende intraprendere nei prossimi anni.
«La consegna di questo documento rappresenta un segnale forte a sostegno di tutti i professionisti che operano per garantire il diritto alla salute anche nei contesti di guerra – ha detto il primo cittadino –. Pistoia è impegnata su questi temi e continuerà a esserlo. Dopo il gesto simbolico della bandiera della pace esposta sul Palazzo comunale nel giorno dell’insediamento della giunta, vogliamo costruire un vero e proprio progetto affinché la città torni a essere un punto di riferimento per la promozione della pace».
Capecchi ha annunciato un programma che coinvolgerà il mondo della scuola, della cultura e della formazione, con iniziative dedicate alla convivenza civile e al dialogo tra culture diverse. L’obiettivo è anche quello di fare di Pistoia un luogo di incontro tra personalità provenienti da realtà oggi contrapposte dai conflitti, favorendo il confronto e la ricostruzione di relazioni interrotte dalle guerre.
Durante la cerimonia è stato letto anche un messaggio del vescovo di Pistoia, Fausto Tardelli, che ha definito la consegna del Manifesto “Medici e Pace” «un atto di responsabilità e di testimonianza evangelica».
«La pace non può essere ridotta a un semplice desiderio – ha scritto il vescovo – ma è un impegno quotidiano che interpella in modo particolare chi ha fatto della cura della vita la propria vocazione». Tardelli ha poi rivolto un pensiero ai professionisti della sanità, ricordando il loro lavoro spesso silenzioso e carico di sacrificio. «Portare il dolore dell’altro – ha concluso – è il modo più autentico di amare e di costruire la pace nel mondo, partendo dalle corsie di un ospedale o dagli ambulatori».
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