Cambiano, Torino (giovedì 12 febbraio 2026) — Si è svolta nei giorni scorsi a Cambiano, in provincia di Torino, una visita istituzionale dedicata a una pagina poco conosciuta ma significativa della storia industriale e sociale italiana, che lega profondamente la comunità piemontese a quella di Pistoia.
di Matteo Della Bartola
Tra il 1943 e il 1945, durante la Seconda guerra mondiale, Cambiano ospitò temporaneamente la fabbrica San Giorgio, trasferita da Pistoia insieme a parte delle maestranze per sottrarsi ai bombardamenti e alla distruzione. Una scelta su base volontaria che portò numerosi lavoratori pistoiesi, alcuni con le famiglie, a stabilirsi nella cittadina piemontese. Da quell’esperienza nacque un legame umano e produttivo che ancora oggi unisce le due realtà.
Cambiano è inoltre sede storica della Pininfarina, celebre casa di design che fino agli anni Settanta firmò modelli prodotti alla Breda di Pistoia, tra cui il più noto è l’ETR 500. Un patrimonio industriale che si intreccia con la memoria della San Giorgio e con il lavoro di ricostruzione portato avanti negli anni.
Un ruolo fondamentale nella salvaguardia di questa storia è stato svolto dal Gruppo Lavoratori Anziani della Breda, composto da ex ingegneri, architetti, disegnatori e tecnici della fabbrica. Grazie al loro impegno è stato possibile recuperare un importante fondo di disegni Pininfarina destinati al macero, oggi di proprietà del Comune di Pistoia.
L’incontro si è tenuto nel Palazzo comunale di Cambiano alla presenza del sindaco Carlo Vergnano e delle ricercatrici di storia locale Emma Mariotto e Roberta Marocco. Per il Comune di Pistoia ha partecipato Serena Ghelardini, funzionaria responsabile cultura e biblioteche, mentre per il Gruppo Lavoratori Anziani Breda Costruzioni Ferroviarie erano presenti il presidente Dario Spinelli insieme ad Aldo Baldi, Demetrio Cutrupi, Giuseppe Gherardi, Massimo Maffucci e Alessandro Palandri.
Obiettivo della visita è stato condividere documenti, testimonianze ed esperienze legate al periodo del trasferimento della San Giorgio a Cambiano. Lo scambio ha coinvolto materiali provenienti dall’Archivio storico di Pistoia, dagli archivi comunali piemontesi e da testimonianze orali raccolte nelle due comunità, in un dialogo volto a valorizzare il patrimonio industriale e umano comune.
Particolarmente significativa la presenza di Massimo Maffucci, figlio di un impiegato della San Giorgio che visse a Cambiano con la famiglia durante gli anni della guerra. I suoi racconti, tramandati dal padre, insieme alle testimonianze raccolte dalle ricercatrici locali, potrebbero confluire in un’appendice di approfondimento al volume “Cambiano – Immagini e voci sottratte al tempo”, curato da Mariotto e Marocco.
La delegazione ha inoltre visitato l’area, appena fuori dall’abitato, dove la San Giorgio installò le proprie linee produttive. Il sito, un tempo appartenente al Ministero dell’Aviazione militare e oggi di proprietà della Asl, conserva ancora alcuni capannoni industriali destinati però alla demolizione per far posto a un nuovo complesso ospedaliero al servizio della comunità locale. Il sindaco Vergnano si è impegnato a recuperare ulteriore documentazione fotografica sull’insediamento, materiale che sarà condiviso con Pistoia per rafforzare ulteriormente il legame culturale tra le due città.
Durante l’incontro sono state avanzate anche alcune proposte per valorizzare questa storia comune: un allestimento a Cambiano dedicato ai 120 anni di industria ferroviaria pistoiese; una mostra congiunta tra Cambiano e Pistoia con documenti e fotografie provenienti dai rispettivi archivi, accompagnata da racconti inediti e possibili pubblicazioni; e infine una giornata pubblica Cambiano–Pistoia per raccontare e approfondire le vicende di quel periodo storico, rinsaldando un legame che affonda le radici nella memoria condivisa.
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