Chiesina Uzzanese (martedì 23 settembre 2025) — Stanno arrivando in questi giorni nelle case e nelle aziende del territorio le nuove fatture della TARIC, la tariffa rifiuti a corrispettivo che include il conguaglio dei primi sei mesi del 2025. E per famiglie, commercianti e imprenditori del Comune si tratta, ancora una volta, di brutte notizie: gli aumenti sono a doppia cifra, mentre i miglioramenti del servizio restano assenti.
di Matteo Della Bartola
Chi ha già ricevuto le bollette ha potuto constatare l’ennesimo rincaro. Facendo qualche esempio:
- Una famiglia di due persone ha visto aumentare la parte fissa del 5,8% e la parte variabile del 13,4%, complice anche un incremento del 2,6% dei litri minimi fatturati.
- Un ufficio di 70 mq subisce una parte fissa più cara del 7% e una parte variabile cresciuta del 13,9%, con un +1,5% dei litri minimi.
Nessuna premialità per le utenze virtuose, mentre il numero delle nuove campane del vetro risulta inferiore rispetto al passato. Le spese per questi strumenti – così come per l’introduzione degli ispettori ambientali – sono a carico delle utenze e quindi interamente riversate sulle fatture.
Secondo diversi cittadini e osservatori locali, il passaggio del Comune alla TARIC, avvenuto nel 2024, ha comportato un aumento dei costi senza un vero miglioramento del servizio. A peggiorare il quadro – accusano – è la mancata attivazione di controlli efficaci sugli utenti, come l’incrocio tra le utenze e le residenze, che consentirebbe di individuare chi evade o conferisce in modo scorretto. Un fenomeno che, nei fatti, penalizza chi rispetta le regole.
Nel mirino anche l’Amministrazione comunale: “Il Comune di Chiesina Uzzanese ha guadagnato disponibilità di bilancio scaricando i costi sulla cittadinanza”, si legge in una nota diffusa da fonti critiche alla Giunta Berti. E viene contestata la scelta di aderire con largo anticipo alla TARIC, che – secondo gli stessi – non era obbligatoria nel 2024 e risulta particolarmente penalizzante per un piccolo comune come Chiesina.
Infine, si accusa la Giunta di non aver difeso adeguatamente gli interessi del territorio negli organismi dell’ATO Rifiuti, dove si decidono le tariffe: “Anche ad aprile – si legge – il Comune non ha votato contro in assemblea, lasciando passare questi aumenti”.
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