Scritto da 8:30 am Pescia, Attualità

Chiusura di Ponte all’Abate, Confcommercio: “Criterio del -30% sul fatturato non misura i danni reali. Così molte imprese restano escluse”

Pescia (giovedì 11 dicembre 2025) — Confcommercio critica apertamente il criterio attualmente previsto per l’accesso ai ristori destinati alle attività colpite dalla chiusura di Ponte all’Abate, definendolo “non rappresentativo dell’impatto reale subito dalle imprese”. L’associazione contesta in particolare la soglia del 30% di calo del fatturato, ritenuta troppo rigida e non adeguata a descrivere la varietà dei danni economici generati dalla chiusura.

di Matteo Della Bartola

Secondo Confcommercio, basare la valutazione unicamente sul fatturato significa ignorare una serie di conseguenze che non sempre si traducono in una diminuzione così netta dei ricavi. La chiusura del ponte avrebbe infatti comportato costi aggiuntivi, ritardi nelle consegne, perdita di opportunità commerciali e una significativa riduzione dei margini, elementi che possono compromettere gravemente la sostenibilità di molte attività pur senza raggiungere la soglia del -30%.

“Una vera beffa – osserva l’associazione – per chi ha visto ridursi drasticamente le possibilità di lavorare. Occorre rivedere sia la soglia sia il criterio di valutazione: ciò che deve essere preso in considerazione è il margine effettivamente perso, un parametro più aderente alla realtà e capace di fotografare la situazione delle imprese più piccole o con costi fissi elevati, che non hanno potuto assorbire gli effetti della chiusura”.

Confcommercio conclude sottolineando che i ristori devono essere “uno strumento realmente equo”, in grado di sostenere tutte le attività che hanno subìto una penalizzazione concreta, evitando disparità e ingiustizie nei criteri di accesso.

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Tag: , , , Last modified: Dicembre 11, 2025
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