Pistoia (venerdì 9 gennaio 2026) — Confcommercio esprime forte preoccupazione per l’ipotesi di un possibile aumento della tariffa rifiuti in Valdinievole nel 2026 e chiede con decisione che non vengano introdotti incrementi. «Riteniamo assolutamente indispensabile che la Tari non subisca aumenti – afferma l’associazione –. Le imprese sono già sottoposte a una pressione economica crescente e non è possibile continuare a erodere il motore produttivo del territorio».
di Matteo Della Bartola
Secondo Confcommercio, le aziende rappresentate svolgono un ruolo fondamentale per l’economia locale, garantendo occupazione, crescita e benessere diffuso. Un ulteriore aggravio tariffario, in un contesto già caratterizzato dall’aumento dei costi fissi e da una tassazione complessiva particolarmente onerosa, rischierebbe di compromettere lo sviluppo economico dell’intera Valdinievole.
L’associazione sottolinea come la Tari costituisca una voce strutturale e non comprimibile nei bilanci aziendali, che nel corso degli anni ha registrato incrementi costanti. «Si tratta di un costo determinato da scelte esterne alle imprese – evidenzia Confcommercio – che incide direttamente sulla loro capacità di programmare e investire». Una situazione che, secondo l’associazione, rende sempre più difficile mantenere la competitività, soprattutto a fronte di servizi che, in assenza di adeguati investimenti, risultano poco efficienti.
Per questi motivi Confcommercio ribadisce la propria netta contrarietà a qualsiasi aumento della tariffa rifiuti e rivolge un appello a enti e istituzioni competenti affinché si attivino per tutelare il tessuto economico della Valdinievole e le imprese che ne costituiscono l’ossatura produttiva.
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