«Il Documento Unico di Programmazione non è un atto qualsiasi: è il documento che dovrebbe dire ai cittadini dove va Montecatini nei prossimi tre anni.
Ed è proprio per questo che il DUP 2026–2028 presentato dalla maggioranza ci lascia profondamente insoddisfatti».
Lo dichiara Karim Toncelli, capogruppo della Lega in Consiglio comunale, intervenendo durante la discussione sul DUP.
Secondo il capogruppo della Lega, il documento è «tecnicamente corretto, ma politicamente debole», perché «mette insieme molte cose, mantiene gli equilibri, ma non costruisce una direzione chiara né una visione forte della città da qui al 2028».
«Come Lega – prosegue – non siamo mai stati l’opposizione del “no a prescindere”. Siamo però l’opposizione che chiede più chiarezza, più coraggio, più trasparenza e soprattutto più direzione politica».
Toncelli richiama quindi le Linee programmatiche di inizio mandato, approvate nel luglio 2024:
«Quel documento era un vero manifesto politico: centralità del termalismo, rilancio del brand Montecatini, ruolo guida nel circuito UNESCO, rigenerazione urbana, attenzione a Montecatini Alto, politiche per i giovani, partecipazione, innovazione amministrativa. Dopo quasi due anni, il DUP avrebbe dovuto trasformare quelle promesse in scelte concrete. Questo non è avvenuto».
Nel dettaglio, la Lega evidenzia numerose assenze o forti ridimensionamenti rispetto agli impegni iniziali:
• Nessun progetto organico di rilancio del termalismo: le Terme non sono più al centro di una strategia politica, ma solo citate in modo marginale, senza visione, cronoprogramma o impegno chiaro.
• Rigenerazione urbana ridotta a manutenzioni: nessun progetto unitario, nessun quartiere pilota, nessun intervento simbolico capace di trasformare davvero la città.
• Montecatini Alto: da promessa di valorizzazione a elenco di alienazioni e dismissioni, senza un piano strutturato di rilancio.
• Politiche abitative e residenzialità: completamente assenti, nonostante fossero centrali per contrastare lo spopolamento.
• Politiche giovanili: citate solo genericamente, senza risorse dedicate, senza una strategia su lavoro, imprenditoria e spazi per i giovani.
• Partecipazione civica: evocata, ma mai strutturata con strumenti concreti come bilanci partecipativi o consulte operative.
• Branding territoriale e UNESCO: nessuna strategia di posizionamento internazionale, nessun investimento mirato, nessuna misurazione dei risultati.
• Sicurezza urbana: affrontata solo in chiave tecnica, senza una visione integrata sociale e territoriale.
• Assenza totale di progetti bandiera di mandato, capaci di segnare davvero questa amministrazione.
«In sintesi – conclude Toncelli – politicamente manca tutto ciò che nelle linee di mandato era davvero ambizioso: un rilancio vero della città, un progetto serio per Montecatini Alto, una rigenerazione urbana autentica, politiche per i giovani e per la casa, uno o due progetti simbolo capaci di dare un’identità a questo mandato.
Resta l’ordinaria amministrazione. E allora la domanda è inevitabile: dov’era tutta quella competenza che ci era stata raccontata? Montecatini oggi non ha bisogno solo di gestire l’esistente. Ha bisogno di una visione e di scelte coraggiose».
Last modified: Gennaio 20, 2026


