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«Ha detto no e ha rischiato di morire»: Cgil, serve un cambiamento radicale contro la violenza sulle donne

Pescia (giovedì 1° ottobre 2026) — Il Coordinamento donne Cgil e Spi Cgil Prato Pistoia interviene dopo i recenti fatti di cronaca e lancia un nuovo appello sulla necessità di contrastare la violenza contro le donne attraverso prevenzione, educazione e maggiori risorse.

di Matteo Della Bartola

«È successo di nuovo! Succede ogni giorno!», esordisce il Coordinamento, esprimendo solidarietà alla giovane donna che, secondo quanto emerso dalla vicenda, sarebbe stata brutalmente aggredita, torturata e quasi annegata dopo aver rifiutato un approccio sessuale. A salvarla sarebbe stato l’intervento di un passante.

«Ha detto no e ha rischiato di morire», sottolineano Cgil e Spi Cgil, che manifestano «tutta la nostra indignazione» di fronte al susseguirsi di episodi di violenza, molestie, aggressioni e femminicidi.

Per il Coordinamento, l’arresto dell’uomo accusato di tortura e violenza sessuale rappresenta un passaggio necessario, ma non sufficiente. «Non può bastare», affermano, chiedendo risposte strutturali di fronte a un fenomeno che definiscono costante. Al centro della riflessione c’è quella che le organizzazioni sindacali individuano come una cultura del possesso e sessista, nella quale il corpo delle donne viene considerato qualcosa di cui poter disporre e il rifiuto può trasformarsi in un motivo di violenza.

Nel documento, il Coordinamento mette inoltre in guardia dall’utilizzo della vicenda in chiave razzista. «Il maschilismo e la cultura patriarcale non hanno confini», si legge nella nota, che richiama anche dati sulle violenze commesse da uomini italiani, sottolineando come molti episodi avvengano all’interno delle mura domestiche.

La richiesta è quindi quella di intervenire soprattutto sul fronte della prevenzione e dell’educazione, affiancando a queste azioni adeguate risorse. «La sicurezza delle donne non può essere affidata alla fortuna di incontrare qualcuno disposto a intervenire», sostengono Cgil e Spi Cgil Prato Pistoia. Da qui la richiesta di un cambiamento che parta dall’educazione degli uomini al rispetto della libertà e dell’autodeterminazione delle donne.

Il Coordinamento chiede inoltre un piano formativo rivolto a tutti i soggetti coinvolti nella gestione dei casi di violenza: dalle persone che raccolgono denunce e segnalazioni agli operatori che intervengono nei procedimenti giudiziari, fino a chi si occupa della narrazione mediatica degli episodi. L’obiettivo, conclude la nota, è quello di costruire «una società nella quale nessuna donna debba rischiare la vita per aver esercitato la propria libertà e il proprio diritto ad autodeterminarsi».

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Tag: , , , , , Last modified: Ottobre 1, 2026
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