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Inceneritore di Montale, Sinistra Italiana: “Il revamping va corretto, serve una strategia per superare l’incenerimento”

Pescia (giovedì 30 luglio 2026) — Critiche al progetto di potenziamento dell’impianto di incenerimento di Montale e un appello alle forze progressiste affinché intervengano sul nuovo Piano d’ambito dei rifiuti. È la posizione espressa dal circolo Margherita Hack – Sinistra Italiana Pescia Valdinievole, che ha diffuso un documento politico nel quale contesta la scelta approvata dall’assemblea dei sindaci di Ato Toscana Centro.

di Matteo Della Bartola

Il riferimento è alla deliberazione del 23 luglio 2026, con cui è stato adottato uno scenario gestionale definito “ottimizzato”, che prevede il revamping dell’impianto di Montale e l’aumento della capacità di trattamento fino a circa 100mila tonnellate annue.

Secondo il circolo, l’impianto – in funzione dal 1978 e più volte ammodernato – ha avuto un ruolo nella gestione dei rifiuti e nella riduzione del ricorso alle discariche, ma il suo ulteriore potenziamento pone questioni rilevanti sul piano ambientale, tecnologico e strategico.

Tra le criticità evidenziate figurano l’impatto delle emissioni, il divario tecnologico rispetto agli impianti più recenti, il rischio di frenare le politiche di riduzione, riuso e riciclo dei rifiuti e le incertezze sui futuri costi di dismissione e bonifica, sui quali, secondo Sinistra Italiana, non sarebbero disponibili informazioni pubbliche sufficientemente dettagliate.

Nel documento vengono richiamate anche le recenti dichiarazioni di Eugenio Baronti, esponente di Sinistra Italiana, che ha definito il revamping dell’impianto e le prospettive legate all’ossicombustione come scelte “intollerabili”, ritenendole in contrasto con gli obiettivi dell’economia circolare e funzionali al mantenimento di un modello basato sull’incenerimento. Una posizione che il circolo di Pescia e Valdinievole dichiara di condividere integralmente.

L’analisi si allarga poi al funzionamento dell’Ato Toscana Centro. Secondo il circolo, l’ampliamento degli ambiti territoriali ottimali ha favorito economie di scala e una gestione integrata dei rifiuti, ma ha anche ridotto il peso decisionale delle comunità direttamente interessate dalla presenza degli impianti.

Per questo Sinistra Italiana chiede un coinvolgimento “reale e consapevole” dei cittadini e delle amministrazioni locali fin dalle prime fasi della pianificazione, evitando decisioni assunte dall’alto o motivate esclusivamente dall’urgenza. Una modalità che il circolo sostiene di aver già contestato in altri settori, come sanità, scuola e servizi pubblici.

Nel documento si sottolinea inoltre come la politica debba recuperare una visione di lungo periodo, capace di andare oltre la gestione delle emergenze e delle scadenze elettorali. Da qui anche un riferimento alle dichiarazioni del sindaco di Montale sulla difficoltà di conciliare gli ideali con la gestione amministrativa: per il circolo, i partiti che sostengono i sindaci dovrebbero mantenere una linea politica coerente su tutto il territorio.

Pur riconoscendo che l’incenerimento possa rappresentare una componente del ciclo integrato dei rifiuti, Sinistra Italiana ribadisce che dovrebbe avere un ruolo esclusivamente residuale. Il potenziamento di un impianto, osserva il documento, rende invece necessario alimentarlo con quantità sempre maggiori di rifiuti, rendendo più difficile perseguire l’obiettivo della progressiva riduzione dell’incenerimento.

Secondo il circolo, ogni scelta dovrebbe inoltre essere accompagnata da una strategia di uscita, comprensiva delle risorse necessarie per la futura dismissione e bonifica dell’impianto. L’assenza di una programmazione in questa direzione viene definita una grave criticità politica.

Infine, Sinistra Italiana richiama la necessità di rafforzare le competenze tecniche, amministrative ed economico-finanziarie della politica, affinché le istituzioni siano in grado di governare sistemi complessi e confrontarsi efficacemente con i soggetti gestori e gli operatori economici.

Il documento si conclude con tre richieste precise: maggiore trasparenza sull’impatto ambientale dell’impianto e sui costi futuri di dismissione e bonifica; un coinvolgimento effettivo delle comunità locali nei processi decisionali; una pianificazione coerente con i principi dell’economia circolare che riduca progressivamente il ricorso all’incenerimento.

Il circolo chiede infine a tutte le forze progressiste di intervenire nelle sedi istituzionali competenti per modificare, per quanto possibile, il nuovo Piano d’ambito prima della sua approvazione definitiva, ribadendo che “la transizione ecologica non può restare una dichiarazione di principio, ma deve tradursi in scelte coerenti, lungimiranti e partecipate”.

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Tag: , , , , , , Last modified: Luglio 30, 2026
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