Pistoia (giovedì 28 maggio 2026) — Tiene, pur tra molte difficoltà, la produzione industriale nell’area di Lucca, Pistoia e Prato. Nel primo trimestre del 2026 il dato complessivo registra infatti un lieve calo dello 0,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, un risultato che il Centro studi di Confindustria Toscana Nord interpreta come una fase di “relativa stabilità”.
di Matteo Della Bartola
A incidere sull’andamento dei primi mesi dell’anno sono stati soprattutto gli scenari internazionali. Dopo un inizio 2026 relativamente tranquillo, il quadro economico è stato destabilizzato dallo scoppio della guerra tra Stati Uniti e Iran, che ha aggravato le difficoltà già esistenti sul fronte dell’approvvigionamento delle materie prime e dei costi energetici. A questo si aggiungono il rallentamento della domanda, il cambio euro-dollaro sfavorevole e le tensioni commerciali legate ai dazi statunitensi, che stanno spingendo la Cina a rafforzare la propria presenza sul mercato europeo.
Secondo Confindustria Toscana Nord, anche il clima di sfiducia dei consumatori starebbe contribuendo al rallentamento dei consumi e alla crescita del risparmio.
“La relativa tenuta della produzione nel primo trimestre di quest’anno è un risultato certo non soddisfacente ma comunque apprezzabile”, commenta la presidente di Confindustria Toscana Nord Fabia Romagnoli. “Le imprese resistono con grande fatica e talvolta con perdite dolorose, ma continuano a investire confidando nel recupero della stabilità geopolitica”.
Romagnoli rilancia poi l’allarme sulla deindustrializzazione, definendolo “un rischio reale” per l’Italia e per l’Europa, e chiede politiche più attente alla competitività delle imprese, a partire dai costi energetici e dalla revisione del sistema Ets. Tra i temi affrontati anche la necessità di garantire materie prime a prezzi sostenibili, il ritorno del dibattito sul nucleare e la proposta di una Zes unica nazionale come strumento per favorire gli investimenti.
Nel dettaglio, i settori che hanno fatto segnare le performance migliori nell’area Lucca-Pistoia-Prato sono stati chimica, plastica e materiali non metalliferi (+2,9%), alimentare (+2,1%) e metalmeccanica (+1,2%). Restano invece in difficoltà la moda (-4,1%) e il comparto carta-cartotecnica (-1,8%).
Per quanto riguarda la provincia di Pistoia, il dato complessivo è positivo, con una crescita della produzione industriale dell’1,2%, superiore sia alla media dell’area che al dato nazionale (+0,2%).
“Un buon risultato che si confronta con mesi del 2025 nettamente negativi”, osserva il vicepresidente di Confindustria Toscana Nord Massimo Capecchi. A trainare il territorio pistoiese sono stati soprattutto il comparto chimico-plastico e le lavorazioni non metallifere (+9,1%), sostenuti principalmente dagli ordini interni, oltre alla metalmeccanica (+2,3%), favorita anche dal settore ferrotranviario.
Segnali positivi arrivano anche dall’alimentare (+0,7%) e dall’abbigliamento-maglieria (+1%), unico segmento in crescita all’interno del comparto moda. Restano invece in calo il tessile (-3,5%), le calzature (-5,3%), il mobile (-2,4%) e la carta (-0,9%).
“Ancora una volta la varietà del tessuto produttivo pistoiese consente di ottenere un risultato complessivamente positivo – conclude Capecchi – ma permane una situazione di fragilità che interessa molti settori storici del territorio e che continua a destare preoccupazione”.
Tag: confindustria, industria, Lucca, pistoia, Prato, primo trimestre 2026, produzione Last modified: Maggio 28, 2026


