Pistoia — Un gruppo di sei cittadini pistoiesi – Carmi Petrucciani, Rita Del Bontà, Fabrizio Capecchi, Marisa Tagliaferri, Gabriele Rafanelli e Graziella Cafissi – ha scritto una lettera aperta indirizzata a Papa Leone XIV, al cardinale Lazzaro You Heung Sik (prefetto del Dicastero per il Clero), a monsignor Fausto Tardelli (vescovo di Pistoia) e al cardinale Matteo Maria Zuppi (presidente della Conferenza Episcopale Italiana).
L’appello riguarda la situazione della parrocchia di Vicofaro, da anni al centro di dibattiti e divisioni per la gestione di don Massimo Biancalani.
di Matteo Della Bartola
“Con profondo dolore e crescente preoccupazione – scrivono i firmatari – ci rivolgiamo a voi per dare voce a un’intera comunità che da anni assiste, impotente, alla progressiva distruzione della vita parrocchiale nel quartiere di Vicofaro”.
I sei cittadini denunciano come, a loro giudizio, la chiesa di Santa Maria Maggiore, un tempo centro vitale della comunità, sia oggi “deserta e abbandonata”. Secondo quanto riportano, alla messa domenicale parteciperebbero solo poche persone “amiche o collegate a don Biancalani”, ma nessuno dei residenti del quartiere, “a causa degli atteggiamenti provocatori” del parroco.
La lettera sottolinea inoltre la scomparsa della vita sacramentale e pastorale: “Da anni non si celebrano più battesimi, cresime, prime comunioni, matrimoni né funerali. Non esiste più catechesi per bambini e famiglie. Sono venuti meno i momenti fondamentali della vita cristiana”.
I firmatari accusano don Biancalani di aver “trasformato l’edificio sacro in un magazzino”, privandolo della sua dignità originaria. Pur ribadendo di condividere “il valore evangelico dell’accoglienza”, contestano “il modo disordinato e privo di autentico discernimento pastorale” con cui sarebbe stata gestita l’esperienza di accoglienza dei migranti a Vicofaro, ritenuta responsabile della “disgregazione del tessuto comunitario” e dell’“oscuramento della missione della Chiesa in questo territorio”.
A preoccupare ulteriormente i cittadini è anche la prolungata situazione di conflitto tra don Biancalani e la Curia pistoiese: “Don Biancalani ha presentato ricorsi in Vaticano, assistito da avvocati, disubbidendo alle disposizioni del vescovo Fausto Tardelli. Questa situazione ha paralizzato ogni possibilità di rinascita per la nostra parrocchia”.
I sei firmatari affermano di aver più volte scritto alle autorità ecclesiastiche, “anche alla presidenza della Cei”, ma di non aver ricevuto risposte concrete, se non “una telefonata del cardinale Konrad Krajewski”, giudicata “insufficiente di fronte al dolore di un’intera comunità”.
Per questo motivo, la lettera si conclude con una richiesta diretta e formale: “Chiediamo la rimozione di don Massimo Biancalani dalla guida della parrocchia di Vicofaro, la nomina di un vero parroco capace di restituire al quartiere una guida spirituale e una liturgia viva, e un intervento risolutivo da parte delle autorità ecclesiastiche, prima che Vicofaro perda definitivamente la sua anima cristiana”.
I cittadini, infine, si dichiarano pronti a recarsi personalmente a Roma o presso le sedi ecclesiastiche competenti per illustrare la loro posizione: “La nostra comunità non vuole scontrarsi con la Chiesa: vuole tornare a farne parte. Chiede solo di poter ritrovare la fede condivisa, i sacramenti, la liturgia e la luce che solo una comunità viva può dare”.
Tag: cei, don biancalani, lettera aperta, papa, pistoia, vicofaro Last modified: Ottobre 26, 2025


