Monsummano Terme (giovedì 25 dicembre 2025) — Duro intervento del consigliere comunale di Fratelli d’Italia Matteo Magrini all’indomani dell’ultimo consiglio comunale, durante il quale è stato approvato un piano attuativo che, secondo l’esponente di opposizione, rischia di aggravare criticità urbanistiche storiche della città.
di Matteo Della Bartola
“Monsummano Terme – afferma Magrini – sembra mancare da sempre di una vera visione di città, non solo dal punto di vista fisico, ma soprattutto culturale e progettuale”. Una mancanza che, a suo giudizio, emerge con forza proprio dalle scelte compiute in materia di pianificazione urbanistica, “portate avanti da oltre ottant’anni senza una strategia chiara e condivisa”.
Il consigliere punta il dito contro una struttura urbana che definisce disordinata e frutto di decisioni frammentarie: una zona industriale a ridosso del centro abitato, magazzini inseriti tra le abitazioni, quattro supermercati concentrati in appena 500 metri – alcuni in aree critiche per la viabilità – e una distribuzione commerciale fortemente squilibrata. “Ci sono quartieri – sottolinea – dove trovare un bar è già una fortuna, e altri dove le attività di somministrazione si susseguono ogni cinquanta metri”.
Secondo Magrini, questo “mosaico urbano disordinato” rischia ora di peggiorare ulteriormente con l’approvazione del piano che consente l’ampliamento di una fabbrica costruita negli anni Sessanta, in un’area che nel frattempo è diventata residenziale. “All’epoca – osserva – il contesto era completamente diverso. Oggi ignorare questo cambiamento significa ripetere gli errori del passato”.
Pur ribadendo l’importanza di attrarre investimenti e creare posti di lavoro, il consigliere di Fratelli d’Italia richiama l’amministrazione a una maggiore capacità di pianificazione e a scelte più coraggiose. “Gli imprenditori vanno sostenuti – spiega – ma proprio per questo serviva una visione diversa”.
Tra le alternative ipotizzate, Magrini indica la possibilità di individuare un’area più idonea, come la zona del “Fossetto”, avviando al contempo un progetto di riqualificazione urbana. “Si sarebbe potuto demolire il rudere di via Paradiso, realizzare uno spazio verde a servizio del quartiere e offrire all’azienda l’opportunità di costruire una nuova fabbrica, più moderna e più grande, lontana dai centri abitati”.
Un intervento che, secondo il consigliere, avrebbe ridotto i conflitti, abbreviato i tempi e generato un valore aggiunto reale per l’intera città. Da qui la domanda rivolta all’amministrazione: “I cittadini e i residenti direttamente coinvolti da questo ampliamento sono stati ascoltati?”.
“Senza una visione urbanistica chiara e condivisa – conclude Magrini – Monsummano rischia di continuare a crescere senza identità, accumulando problemi invece di risolverli. E a pagarne il prezzo, come sempre, saranno i cittadini”.
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