Montecatini Terme (lunedì 15 dicembre 2025) — La revisione della dislocazione dei banchi del cosiddetto Mercato del Forte accende il dibattito nel centro cittadino. A intervenire è Andrea Bonvicini, commerciante e rappresentante di circa 30 attività situate tra Corso Matteotti, Via San Martino, Piazza XX Settembre e il tratto di Via Garibaldi che collega Via Don Minzoni, che esprime apprezzamento per l’apertura mostrata dall’Amministrazione comunale.
di Matteo Della Bartola
Bonvicini ringrazia il Sindaco per aver preso in considerazione lo spostamento delle bancarelle in aree diverse da quelle più sensibili del centro. «Evitare l’occupazione di Piazza del Popolo, già allestita per il periodo natalizio, o di Piazza XX Settembre, parcheggio strategico per il commercio cittadino, era per noi una scelta di buon senso», sottolinea. Una posizione che, secondo il rappresentante dei commercianti, ha trovato riscontro in una rinnovata unità di visione con l’Amministrazione.
Il primo cittadino, infatti, avrebbe recepito le richieste avanzate attraverso una raccolta firme e una serie di osservazioni presentate dai commercianti, confluite in una concertazione definita “last minute”, ma ritenuta efficace e fondata.
Pur apprezzando il dialogo, Bonvicini esprime però una posizione critica sull’organizzazione di manifestazioni ambulanti nel cuore della città. A suo avviso, tali eventi rischiano di penalizzare non solo le aree tradizionalmente più commerciali, ma anche zone come Corso Roma e Viale IV Novembre, dove attualmente sono collocate le bancarelle. «Il mio è un parere personale – precisa – e rispetto le attività di quelle zone qualora fossero favorevoli a questa iniziativa».
Il tema centrale resta l’equilibrio tra commercio ambulante e attività stabili. «I mercati hanno una loro giusta collocazione nelle aree mercatali o in contesti da riqualificare – spiega Bonvicini – ma non dovrebbero gravare su zone commerciali che vivono tutto l’anno. La presenza di prodotti con fasce di prezzo simili finisce per ridurre ulteriormente i margini di chi mantiene aperta un’attività in modo continuativo».
Da qui il richiamo alle aree alternative: l’area mercatale nei pressi dello Stadio, l’ex mercato coperto e le strade limitrofe, spesso segnate da presenze poco qualificate. Secondo Bonvicini, iniziative mirate in questi spazi potrebbero favorire il ritorno di flussi, migliorare il decoro urbano e restituire vivibilità a intere zone della città.
Nel suo intervento non manca una riflessione più ampia sul futuro del centro urbano. «Un centro commerciale naturale deve garantire sicurezza e accessibilità – afferma – soprattutto in un momento di crisi turistica. Tenere il centro aperto, senza ZTL, significa favorire l’accesso, i parcheggi e la possibilità per i commercianti di intercettare clientela dall’esterno».
La chiusura totale del centro, secondo Bonvicini, potrà essere valutata solo in presenza di un turismo di qualità e di alberghi a pieno regime, ricordando che già oggi il passeggio è garantito in aree come Piazza del Popolo e parte della pineta.
Infine, la critica all’utilizzo delle risorse pubbliche: «Non condivido investimenti da 120 mila euro per eventi effimeri – conclude –. Quelle risorse potrebbero essere impiegate in modo più efficace per rilanciare il turismo termale e avviare interventi strutturali sugli immobili termali, attraverso partnership pubblico-private capaci di dare un futuro concreto alla città».
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