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Monsignor Augusto Mascagna fa il suo ingresso nella diocesi di Pescia: «Da qui riparte il nostro cammino»

Pescia (lunedì 29 giugno 2026) — Una giornata intensa, partecipata e carica di significato ha accompagnato l’ingresso di monsignor Augusto Mascagna come nuovo vescovo della diocesi di Pescia. Un lungo abbraccio della comunità della Valdinievole ha scandito le diverse tappe della giornata, culminata con la solenne celebrazione in Cattedrale dopo il passaggio al Mercato dei Fiori e il saluto delle autorità alla Porta Fiorentina.

di Matteo Della Bartola

Nell’omelia della messa di insediamento, monsignor Mascagna ha affidato ai fedeli il senso del nuovo cammino che attende le diocesi di Pescia e Pistoia.

«La calura e le temperature non fermano l’entusiasmo di una Chiesa che vuole ripartire dalla Galilea. Proprio come nel Vangelo che abbiamo ascoltato, Gesù ci dà appuntamento in Galilea per riprendere il cammino. Pescia è la nostra Galilea: è da qui che ricominciamo e dove Cristo ci dice ancora una volta “Seguimi”», ha affermato.

Il nuovo vescovo ha poi richiamato il significato della nuova guida condivisa delle due diocesi. «Entriamo in un tempo importante per Pescia e Pistoia: un nuovo vescovo e un cammino di Chiese sorelle. Distinte nella loro storia, nei loro legami e nei loro territori, ma unite nel seguire Gesù Cristo. Le differenze non ostacolano il cammino comune e l’unità non mortifica l’identità di ciascuna comunità. Dobbiamo ripartire dalla fede, perché senza di essa il nostro riferimento alla Chiesa rischia di diventare soltanto ideologico».

La celebrazione è stata concelebrata dall’arcivescovo metropolita di Pisa, monsignor Saverio Cannistrà, ed è stata preceduta dalla consegna simbolica della diocesi da parte del vescovo emerito, monsignor Fausto Tardelli.

Nel suo intervento, Tardelli ha voluto tracciare il profilo della diocesi pesciatina, evidenziandone la vitalità. «Questa Chiesa locale è viva e ricca di fermenti positivi: conserva una pratica religiosa significativa, dispone di un clero numericamente adeguato e giovane, di validi diaconi, di laici impegnati, di una vivace realtà giovanile e della preziosa testimonianza delle comunità religiose. Una diocesi che il prossimo anno celebrerà i trecento anni dalla presenza di un vescovo residenziale».

L’ex vescovo ha ricordato anche il desiderio della comunità di mantenere una propria autonomia diocesana, pur ribadendo la disponibilità a collaborare con le diocesi vicine. «Per la sua storia e per la sua attuale vitalità, questa Chiesa avrebbe desiderato continuare ad avere una piena autonomia, senza mai rinunciare a un percorso di integrazione e collaborazione, soprattutto con le diocesi della Toscana settentrionale».

Poco prima dell’inizio della celebrazione, alla Porta Fiorentina, il nuovo vescovo è stato accolto dal sindaco Riccardo Franchi, che ha sottolineato il profondo legame tra la città e il proprio pastore.

«Per i pesciatini il vescovo rappresenta non solo una guida religiosa, ma anche un punto di riferimento morale, sociale e civile. È una presenza capace di offrire sicurezza nei momenti di difficoltà e un interlocutore fondamentale nella costruzione del bene comune. Pescia è una città ricca di associazioni impegnate nel volontariato e nel sociale, oltre che una comunità di antica tradizione religiosa. L’augurio è che possa guidare a lungo e con profitto questa diocesi».

La giornata era iniziata al Santuario della Madonna di Fontenova, patrona della diocesi, dove monsignor Mascagna ha voluto affidare il proprio ministero episcopale alla Vergine. Ad accoglierlo il parroco don Stefano, il sindaco e numerosi fedeli, tra cui i bambini del catechismo che gli hanno riservato un caloroso benvenuto.

Dopo un momento di preghiera personale, il vescovo ha scoperto il proprio stemma episcopale, destinato nei prossimi giorni a essere collocato sulla facciata della basilica.

Successivamente ha fatto visita all’ospedale Santi Cosma e Damiano, dove ha incontrato pazienti, medici, infermieri e operatori sanitari, portando un messaggio di vicinanza e speranza.

Prima della benedizione ha rivolto un pensiero particolare a chi ogni giorno si prende cura dei malati.

«Si cura non con le carezze, ma con azioni decise e convinte, compiute da mani esperte che indicano la strada della guarigione. Chiediamo al Signore di benedire queste mani esperte e questi cuori generosi, che ogni giorno si prendono cura dei corpi accarezzando le anime, mostrando vicinanza ai cuori e donando speranza alle menti».

Con l’ingresso ufficiale in Cattedrale si apre così una nuova fase per la diocesi di Pescia, chiamata a vivere un percorso condiviso con quella di Pistoia nel segno della collaborazione, della continuità e della valorizzazione delle rispettive identità.

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Tag: , , , , Last modified: Giugno 29, 2026
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