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Montecatini, Bonvicini contro la “Città del Natale”: “Iniziativa inadeguata, città allo sbando”

Montecatini Terme (martedì 14 ottobre 2025) — La “Città del Natale” non convince tutti. Tra i più critici c’è Andrea Bonvicini, consigliere comunale di opposizione e titolare di diverse attività commerciali in centro, che ha affidato a una lunga nota il suo giudizio sul progetto natalizio proposto da Confesercenti Pistoia, estendendo il suo attacco all’intera gestione amministrativa della città.

di Matteo Della Bartola

“Abbiamo deciso di non aderire all’iniziativa degli eventi natalizi – scrive Bonvicini – perché non riteniamo che sia all’altezza di una città termale che oggi non offre nulla durante l’anno e ha i suoi stabilimenti chiusi”.

Nel suo intervento, Bonvicini elenca le attività commerciali coinvolte nella scelta – tra cui Bonvicini-Brandani, Elisabetta Franchi, Bonvicini Superstore, Kasanova, Sisley, Benetton, Gucci – insieme ad altri negozi del centro che, pur preferendo restare anonimi, condividono la decisione.

Secondo il consigliere, puntare su un programma “infantile” e su sconti del 10% segnalati da semplici vetrofanie non è una strategia adeguata per attrarre una clientela di alto profilo, quella che – sottolinea – una vera città termale dovrebbe cercare di conquistare.

“Le attività non si rilanciano con vetrofanie natalizie. Non siamo abituati a fare sconti durante il periodo in cui si lavora meglio. A Natale la marginalità va mantenuta. E ci manca solo il premio alla miglior vetrina per essere paragonati ai paesini vicini”.

Bonvicini denuncia inoltre la mancanza di coinvolgimento dei commercianti nelle decisioni principali riguardanti le iniziative cittadine, a partire dalla Destination Management Organization (DMO): “Né nella DMO né in altre occasioni siamo stati ascoltati. Ci sentiamo usati, si vogliono le nostre vetrine e le nostre luci per fare bella figura, ma senza coinvolgerci davvero. Il DMO è solo un carrozzone comunale sostenuto da associazioni che non ci rappresentano”.

Critiche anche alle scelte fatte nel recente passato, come il “mercato di Forte dei Marmi”, definito “un’iniziativa squalificante” per i commercianti locali, e al modo in cui vengono gestite le risorse pubbliche: “Nel 2025 saranno spesi quasi un milione di euro per concerti ed eventi effimeri. Quei soldi potevano essere investiti nel patrimonio termale, l’unico vero volano di sviluppo duraturo”.

Bonvicini sottolinea la mancanza di una strategia a lungo termine per rilanciare l’identità termale e culturale di Montecatini, città riconosciuta dall’UNESCO, ma – a suo dire – oggi senza una vera progettualità.

“Oggi abbiamo più stabilimenti termali chiusi rispetto al passato. Non c’è un marketing efficace, nessun progetto di sistema che possa attrarre fondi europei. Le Terme di Sciacca e Acireale hanno ottenuto 90 milioni. Qui rischiamo di perdere persino il riconoscimento Unesco”.

Con Edoardo Fanucci, Bonvicini afferma di aver proposto iniziative permanenti come la “Via dell’Arte e della Cultura” sul viale Verdi e un’illuminazione artistica della pineta, oltre a un calendario eventi programmato con almeno un anno di anticipo. Ma, sottolinea, “nulla è stato accolto”.

L’attacco si allarga poi al turismo, che secondo Bonvicini “non esiste più”. Anche durante Ferragosto, osserva, Montecatini ha registrato un calo del 10% delle presenze alberghiere, “caso unico in Italia”. “Montecatini è diventata solo una tappa per turisti da pullman, che parcheggiano ovunque, senza controllo. In centro ci sono 40 attività chiuse. Al loro posto aprono minimarket e negozi etnici. La sera regna l’insicurezza”.

Alla giunta Del Rosso viene imputata una totale mancanza di visione strategica. “Dicono che la crisi è colpa di Internet o che è un problema nazionale. Ma la crisi è anche colpa loro. Hanno gestito male la tassa di soggiorno, gli avanzi di amministrazione e continuano a sprecare risorse senza investimenti reali”.

Infine, Bonvicini denuncia il presunto spreco di 1,7 milioni di euro l’anno tra DMO, concerti e iniziative estemporanee, a fronte di una città che “non ha più l’attività principale funzionante, ovvero le Terme”.

“Tra sprecare e investire c’è la differenza tra affossare il territorio o rilanciarlo. E in cinque anni, con 8,5 milioni di tassa di soggiorno raccolti, si poteva davvero costruire qualcosa. Ma qui si preferisce gonfiare il petto con vetrofanie e concertini. Poveri noi”.

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Tag: , , , , Last modified: Ottobre 14, 2025
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