Pistoia (giovedì 29 gennaio 2026) — Confagricoltura Pistoia esprime forte preoccupazione per gli effetti della nuova Politica agricola comune 2028-2034, attualmente in discussione a livello europeo. Secondo l’organizzazione, la proposta avanzata dalla Commissione europea rischia di avere conseguenze pesantissime sulle aziende agricole delle aree collinari e montane del territorio pistoiese, già messe a dura prova da costi elevati, condizioni operative difficili e un equilibrio economico sempre più fragile.
di Matteo Della Bartola
L’allarme arriva direttamente dalle segnalazioni che l’associazione sta raccogliendo in questi giorni da numerose imprese agricole attive nelle zone interne della provincia, dalla Valdinievole interna fino ai versanti dell’Appennino. Realtà che temono un drastico ridimensionamento dei sostegni, in particolare per le attività di semina, considerate tra le più onerose e complesse in contesti territoriali svantaggiati.
«La bozza della futura Pac penalizza in modo netto chi lavora in territori difficili – spiegano da Confagricoltura Pistoia –. Le imprese agricole collinari e montane rischiano di vedersi ridotti i contributi proprio sulle lavorazioni più delicate, che richiedono impegno e costi doppi rispetto alla pianura».
Un comparto tutt’altro che marginale, sottolinea l’organizzazione, che coinvolge aziende impegnate nella coltivazione di cereali, foraggi, leguminose e altre produzioni estensive fondamentali per la gestione del territorio e la prevenzione dell’abbandono dei terreni. «Senza un sostegno adeguato – prosegue Confagricoltura – molte realtà familiari non riusciranno a reggere. Il rischio concreto è la chiusura di attività che oggi contribuiscono in modo decisivo a mantenere vivo e attrattivo il territorio collinare e montano».
Secondo l’associazione, la nuova Pac non riconoscerebbe a sufficienza il valore ambientale e sociale del lavoro agricolo nelle aree alte, legato alla cura dei versanti, alla prevenzione del dissesto idrogeologico e alla tutela del mosaico agricolo che caratterizza la provincia di Pistoia. «Servirebbero semplificazione e strumenti mirati – aggiungono – non ulteriori vincoli che rendono sempre più difficile programmare il futuro».
Per questo Confagricoltura Pistoia chiede correttivi sostanziali prima dell’approvazione definitiva della riforma, per evitare un colpo che potrebbe risultare irreversibile per territori già fragili, segnati da spopolamento e carenza di manodopera.
«La provincia di Pistoia – conclude l’associazione – non può permettersi di perdere altre aziende agricole nelle zone interne. Senza di loro, collina e montagna perderebbero non solo capacità produttiva, ma anche identità, presidio e attrattività».
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