Montecatini Terme (mercoledì 28 gennaio 2026) — A pochi giorni dal riconoscimento ufficiale del Padule di Fucecchio come area di importanza internazionale secondo la Convenzione di Ramsar, il Centro ornitologico toscano “Paolo Savi” Ets (Cot) rende noti i risultati dei censimenti Iwc sugli uccelli acquatici svernanti, un’attività che l’associazione porta avanti a livello regionale dal 1984.
di Matteo Della Bartola
I rilevamenti sono stati effettuati da squadre di volontari abilitati dall’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), affiancati da collaboratori, che hanno operato seguendo protocolli rigorosi per censire le specie che ogni inverno raggiungono le zone umide toscane provenienti dall’Europa centrale e settentrionale, fino alla lontana Siberia.
I dati raccolti confluiscono nel grande monitoraggio europeo che coinvolge migliaia di volontari e consentono di definire con precisione la consistenza delle popolazioni e le loro dinamiche, fornendo basi scientifiche fondamentali per le strategie di conservazione delle singole specie e degli habitat.
Nel Padule di Fucecchio sono stati censiti oltre 11.000 uccelli acquatici, appartenenti a 40 specie diverse, un numero complessivo in linea con quello degli ultimi anni, ma che evidenzia alcuni cambiamenti significativi. La specie più numerosa resta l’alzavola, con circa 4.400 individui. La più piccola anatra europea, localmente conosciuta come bozzoletto, ha reso il Padule un sito di importanza nazionale nel decennio precedente, anche se negli ultimi anni si registra un calo che potrebbe essere legato al peggioramento delle condizioni delle aree di riposo diurno.
Allargando l’analisi alla macro-area che comprende anche il Padule di Bientina e il Lago di Sibolla, il totale sale a quasi 18.000 individui, un dato che suggerisce come le opportunità di foraggiamento notturno non abbiano subito un peggioramento significativo.
Tra gli anatidi più diffusi figurano anche il mestolone (circa 700 individui), il moriglione (intorno ai 400) e il germano reale (oltre 500 esemplari).
Di rilievo il dato record relativo al mignattaio, specie di ibis europeo: circa 1.600 individui hanno raggiunto un settore della riserva per trascorrere le ore notturne. Si tratta di una specie nidificante anche in Toscana che, durante l’inverno, accoglie contingenti provenienti da altre popolazioni europee, come Francia e Spagna, come confermato dalla lettura degli anelli di marcatura.
Tra i grandi trampolieri, nella Riserva delle Morette sono stati osservati quasi 70 fenicotteri, ormai una presenza sempre più regolare nel Padule, e 20 cicogne bianche, tra cui “Lilli”, l’esemplare salvato e liberato lo scorso settembre, che rappresentano il principale gruppo presente in Toscana.
I numeri del 2026 indicano nel complesso un calo delle anatre, confermando quanto queste aree umide, estremamente delicate, siano destinate a diventare sempre più cruciali per la conservazione della biodiversità della Toscana settentrionale. Alla luce anche dei recenti riconoscimenti internazionali, emerge la necessità di un’attenzione costante, di un maggiore impegno e di scelte lungimiranti da parte delle amministrazioni e dei soggetti coinvolti nella gestione.
Un lavoro importante, quello del Centro ornitologico toscano, reso possibile grazie all’impegno sul territorio e al supporto costante della Lipu, co-gestore della riserva naturale, dell’associazione La Volpoca, dell’Azienda agricola Castelmartini e di numerosi altri soggetti pubblici e privati, ai quali il Cot rivolge il proprio ringraziamento.
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