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Palestina, le opposizioni chiedono un consiglio comunale aperto. Respinta la proposta: “Grave occasione persa per la città”

Pisa

Pistoia (giovedì 2 ottobre 2025) — I gruppi consiliari di opposizione Partito Democratico, Pistoia Ecologista Progressista e Civici Riformisti hanno diffuso un comunicato congiunto in cui esprimono forte preoccupazione per la situazione in Palestina e denunciano la mancata convocazione di un consiglio comunale aperto sul tema.

di Matteo Della Bartola

“Riteniamo che quanto accade ogni giorno in Palestina, nella Striscia di Gaza e nei territori occupati della Cisgiordania, sia diventato non solo inaccettabile ma perfino indicibile”, scrivono le opposizioni, che parlano apertamente di “disumanizzazione sistematica di un popolo”, condotta sotto gli occhi del mondo e documentata da immagini, testimonianze e silenzi istituzionali.

Nel comunicato viene evidenziato come la sofferenza del popolo palestinese sia riconosciuta da autorevoli istituzioni internazionali: la Corte internazionale di giustizia e una commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite hanno infatti ravvisato l’esistenza di un rischio imminente e di un intento genocida da parte delle autorità israeliane.

Il documento ricorda le numerose iniziative che, negli ultimi mesi, hanno visto una crescente partecipazione della cittadinanza pistoiese: dalla fiaccolata del 1° giugno in piazza del Duomo, al presidio in bianco promosso dagli insegnanti il 20 giugno, fino alla manifestazione del 22 settembre in occasione dello sciopero generale, che ha visto una grande partecipazione in piazza del Globo. Anche diverse parrocchie della città hanno aderito all’appello nazionale a “suonare le campane per Gaza”.

In questo contesto, i gruppi di opposizione hanno presentato una richiesta formale di convocazione di un consiglio comunale aperto dedicato a Gaza e al popolo palestinese, ai sensi dell’art. 29 del Regolamento del Consiglio. L’obiettivo – spiegano – era quello di aprire un momento di confronto pubblico, con il coinvolgimento di associazioni, scuole, organizzazioni umanitarie, tra cui Emergency, che ha operato a Gaza anche grazie all’impegno della pistoiese Eleonora Bruni.

Tuttavia, la proposta non ha avuto seguito: nessuna convocazione, discussione rinviata in conferenza dei capigruppo fino al 24 settembre, e infine richiesta respinta.

“Al posto di un confronto vero e partecipato – scrivono le opposizioni – si è deciso di ridurre il tema a semplici comunicazioni in aula, senza possibilità di dibattito e senza coinvolgimento della città. Una scelta che svuota il consiglio comunale del suo significato più alto: essere luogo di ascolto e rappresentanza collettiva”.

Nel corso della stessa seduta consiliare, le minoranze avevano presentato anche una proposta collegata al bilancio consolidato, chiedendo al Comune di interrompere eventuali rapporti e partnership con realtà israeliane nelle società partecipate. In particolare, è stato proposto il boicottaggio dei prodotti farmaceutici Teva (azienda israeliana) venduti nelle farmacie comunali.

La mozione è stata respinta. “Ancora una volta – accusano i consiglieri di opposizione – la maggioranza ha scelto la via dell’astensione ipocrita, impedendo all’amministrazione di assumere una posizione netta di condanna del genocidio in corso e di solidarietà con il popolo palestinese”.

Nel concludere il comunicato, i gruppi consiliari ribadiscono la necessità di un impegno istituzionale chiaro: “Il Comune può e deve fare la sua parte. Riteniamo grave che, di fronte a un dramma umanitario riconosciuto a livello internazionale, l’amministrazione scelga sistematicamente di voltarsi dall’altra parte”.

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Tag: , , , Last modified: Ottobre 2, 2025
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