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Panapesca, tre lavoratori licenziati: la Filcams Cgil chiede il ritiro dei provvedimenti

Massa e Cozzile (martedì 6 ottobre 2026) — Tre lavoratori dello stabilimento Panapesca di Massa e Cozzile sono stati licenziati nell’ambito di un piano di ristrutturazione aziendale che prevede la chiusura del reparto dedicato alla lavorazione e alla vendita del pesce fresco. A denunciare la vicenda è la Filcams Cgil Pistoia Prato, che contesta le modalità con cui l’azienda ha deciso di procedere e chiede l’immediato ritiro dei licenziamenti.

di Matteo Della Bartola

Secondo quanto riferito dal sindacato, la società ha comunicato formalmente ai tre dipendenti il licenziamento, motivandolo con la riorganizzazione dello stabilimento e la conseguente chiusura del reparto del pesce fresco.

La decisione arriva a pochi mesi dall’apertura di una vertenza sulle condizioni di lavoro all’interno dello stesso reparto. Lo scorso 10 giugno era stato proclamato uno stato di agitazione, seguito dallo sciopero, per sostenere le richieste dei lavoratori in materia di salute e sicurezza e per chiedere il rispetto delle procedure relative all’igiene degli alimenti.

Per la Filcams Cgil, la coincidenza temporale tra le proteste dei lavoratori e la successiva chiusura del reparto rappresenta un elemento particolarmente significativo.

«A distanza di pochi mesi arriva la decisione dell’azienda di chiudere la lavorazione del pesce fresco che porta al licenziamento dei lavoratori che avevano nei mesi precedenti chiesto il rispetto delle normative e rivendicato condizioni di lavoro adeguate», sottolinea il sindacato.

La Filcams contesta inoltre la scelta di intervenire direttamente sull’occupazione senza, a suo giudizio, un adeguato confronto preventivo. «Riteniamo inaccettabile la decisione aziendale di ricorrere al taglio di posti di lavoro come prima e unica soluzione, senza un reale confronto preventivo sull’attivazione di strumenti alternativi volti al mantenimento dei livelli occupazionali», afferma la categoria della Cgil.

Il sindacato chiede quindi l’apertura di un tavolo di confronto con l’azienda per individuare soluzioni alternative ai licenziamenti, attraverso il ricorso agli ammortizzatori sociali e a percorsi di riqualificazione professionale.

«Non possono essere sempre i lavoratori a pagare il prezzo di strategie aziendali e processi di riorganizzazione che mirano al mero profitto e non guardano all’impoverimento del lavoro, soprattutto nella fase economico-sociale che stiamo attraversando», sostiene la Filcams Cgil Pistoia Prato.

La richiesta del sindacato è dunque quella di un immediato ritiro dei licenziamenti, anche con effetto retroattivo, e dell’avvio urgente di un confronto per costruire un percorso condiviso in grado di salvaguardare i livelli occupazionali.

La Filcams fa sapere infine che, in assenza di segnali di apertura da parte dell’azienda, procederà con tutte le iniziative ritenute necessarie per tutelare i lavoratori, compresa l’assistenza legale.

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Tag: , , , Last modified: Ottobre 6, 2026
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