Pistoia (mercoledì 22 ottobre 2025) — In una nota rivolta ai fedeli delle diocesi di Pistoia e Pescia, il vescovo Fausto Tardelli ha confermato pubblicamente quanto già annunciato nella mattina di lunedì in vescovado: la decisione di presentare con alcuni mesi di anticipo la propria rinuncia all’ufficio episcopale, come previsto dal Codice di Diritto Canonico.
di Matteo Della Bartola
“Il canone 401 §1 del Codice di diritto canonico – ricorda mons. Tardelli – stabilisce che il vescovo diocesano, al compimento del settantacinquesimo anno di età, è invitato a presentare la rinuncia al Sommo Pontefice”. Una soglia che il vescovo di Pistoia e Pescia raggiungerà ufficialmente il 5 gennaio 2026, ma che ha scelto di anticipare “di pochi mesi” per motivi principalmente pastorali.
“Il 2026 – spiega il vescovo – si presenta come un anno denso di impegni e appuntamenti significativi per il cammino sinodale, non solo a livello diocesano, ma anche nazionale e universale. Mi è sembrato quindi opportuno che questo nuovo tratto di strada potesse essere guidato fin da subito da un nuovo pastore”. Una scelta maturata nella preghiera e con spirito di responsabilità, nella consapevolezza del momento di transizione che attende le due diocesi.
Papa Leone XIV ha accolto la rinuncia, ma – come comunicato attraverso la Nunziatura – mons. Tardelli rimarrà in carica fino all’annuncio del suo successore. “Non lascio le diocesi in questo momento, assolutamente no – precisa il vescovo –. Continuo a esercitare pienamente le mie responsabilità di pastore. I saluti sono rimandati a un tempo opportuno”.
Il vescovo non nasconde che l’età, il carico di due diocesi e alcune situazioni complesse affrontate negli anni abbiano contribuito a un po’ di naturale stanchezza. Tuttavia, tiene a sottolineare che “la decisione non nasce da difficoltà personali, ma da una visione pastorale: è tempo di favorire un avvicendamento sereno, che guardi al futuro”.
In attesa del nuovo vescovo, mons. Tardelli assicura la sua piena disponibilità e il suo impegno: “Camminiamo ancora insieme per un tratto di strada. Lo faccio con gioia e gratitudine. Il mio servizio continuerà con tutto l’amore e la dedizione possibile”. E conclude con un pensiero affettuoso per l’intero popolo di Dio: “L’affetto che mi lega a voi oggi si fa ancora più forte. Vi porto nella mia preghiera al Signore, mentre chiedo anche la vostra per me”.
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