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Riforma degli Istituti Tecnici, continua la protesta della FLC CGIL: «Pronti a nuove mobilitazioni da settembre»

Pistoia (lunedì 15 giugno 2026) — Non si ferma la mobilitazione della FLC CGIL contro la riforma degli Istituti Tecnici promossa dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. Dopo lo sciopero del 7 maggio scorso, il sindacato continua la propria azione di contrasto a un provvedimento che considera dannoso sia dal punto di vista occupazionale sia sotto il profilo della qualità dell’offerta formativa.

di Matteo Della Bartola

Secondo la FLC CGIL, la riforma comporterebbe una riduzione del valore formativo generale degli istituti tecnici, mettendo in discussione il carattere unitario e nazionale dell’istruzione secondaria di secondo grado.

L’azione sindacale si sta sviluppando su più fronti. Attualmente sono in corso due diverse iniziative di sciopero rivolte al personale degli istituti tecnici: una riguarda le attività aggiuntive, mentre l’altra interessa gli scrutini delle classi non terminali.

Tra i casi più significativi viene segnalata l’adesione registrata all’ITTS Fedi-Fermi di Pistoia, dove i docenti hanno aderito in massa allo sciopero degli scrutini. Secondo quanto riferito dal sindacato, sono stati rinviati tutti i 32 scrutini programmati per le classi non terminali, con un’adesione del 100%. Le sedute dovranno ora essere riprogrammate e svolte entro cinque giorni, come previsto dalla normativa vigente.

Parallelamente, la FLC CGIL ha predisposto una serie di proposte emendative con l’obiettivo di modificare il testo della riforma. Tra le principali richieste figura l’eliminazione della flessibilità introdotta dal provvedimento, ritenuta potenzialmente lesiva dell’impianto nazionale dell’istruzione tecnica.

Il sindacato chiede inoltre l’introduzione di specifiche garanzie per il mantenimento degli organici, evitando accorpamenti tra insegnamenti e salvaguardando il monte ore delle singole discipline. Un altro punto considerato prioritario riguarda l’eliminazione della possibilità di avviare i percorsi di formazione scuola-lavoro (ex PCTO) già dalla seconda classe del primo biennio. Secondo la FLC CGIL, tale scelta rischierebbe di favorire un orientamento troppo precoce degli studenti, prima dell’acquisizione di adeguate basi culturali e di cittadinanza.

Sul piano legale, il sindacato ha inoltre annunciato la disponibilità dei propri avvocati ad assistere le famiglie degli studenti che il prossimo anno frequenteranno il primo anno di un istituto tecnico e che intendano valutare un’azione nei confronti del Ministero dell’Istruzione e del Merito. La contestazione riguarda la modifica dei percorsi di studio a iscrizioni già concluse e con l’orientamento scolastico ormai terminato.

La FLC CGIL ribadisce infine che, qualora le iniziative attualmente in corso non fossero sufficienti a fermare o modificare la riforma, saranno avviate nuove forme di mobilitazione a partire da settembre, in concomitanza con l’avvio dell’anno scolastico 2026-2027. Il sindacato conferma quindi la volontà di mantenere alta l’attenzione sulla vicenda e di proseguire la propria azione a tutela della scuola pubblica e del personale coinvolto.

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Tag: , , , , , , Last modified: Giugno 15, 2026
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