Pescia (martedì 24 febbraio 2026) — “Cedimenti strutturali, carenza di personale infermieristico e socio-sanitario all’ospedale di Pescia, centinaia di famiglie che rischiano di restare senza medico di famiglia. Questa è la realtà della sanità in Valdinievole, ben diversa dai trionfalismi della giunta regionale”. È l’accusa lanciata da Alessandro Capecchi, vicepresidente del gruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, che ha presentato un’interrogazione per chiedere alla Regione quali azioni intenda intraprendere a sostegno dell’ospedale di Pescia.
di Matteo Della Bartola
Secondo Capecchi, non è più tempo di annunci ma di interventi concreti, sia sul piano economico sia su quello organizzativo, in Valdinievole come in molte altre aree interne della Toscana che, a suo dire, sarebbero state lasciate indietro. “Si tratta di territori dove vive una popolazione con un’alta percentuale di anziani e quindi con bisogni sanitari inevitabilmente maggiori”, sottolinea.
Il consigliere riconosce che la difficoltà nel reperire medici di medicina generale non riguarda solo la Valdinievole, ma parla di un fenomeno “prevedibile” che non sarebbe stato affrontato per tempo a livello nazionale e regionale. “Il governo guidato da Giorgia Meloni sta stanziando risorse per ampliare gli organici – afferma – ma è fondamentale che anche la giunta regionale faccia la propria parte”.
Nel mirino anche la gestione delle strutture sanitarie. Capecchi critica la scelta di investire “centinaia di milioni di euro in ospedali cittadini nati insufficienti”, mentre sarebbero stati trascurati presidi delle aree periferiche come il Santi Cosma e Damiano di Pescia. Tra gli episodi citati, il recente cedimento di un controsoffitto con caduta di calcinacci nel corridoio della sala gessi, che riaccende l’attenzione sulle condizioni strutturali del presidio.
“Se l’ospedale di Pescia riesce ancora a garantire risposte a un distretto sanitario di circa 120mila abitanti, lo si deve alla professionalità e alla dedizione del personale che vi opera, non certo a chi governa la sanità a livello regionale”, conclude Capecchi, chiedendo meno propaganda e risposte concrete alle criticità che, sostiene, cittadini e operatori toccano con mano ogni giorno.
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