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Scuola, la Toscana definisce i 16 accorpamenti richiesti dal Ministero ma ne sospende l’applicazione: “Numeri sbagliati, attendiamo il ricorso”

Pistoia (mercoledì 3 dicembre 2025) — La Regione Toscana ha approvato la delibera che recepisce i 16 accorpamenti delle autonomie scolastiche richiesti dal Ministero dell’Istruzione per l’anno scolastico 2026/2027. L’atto, però, ne sospende l’efficacia in via cautelativa, mantenendo invariato a 466 il numero degli istituti scolastici autonomi attualmente presenti sul territorio regionale.

di Matteo Della Bartola

La decisione arriva mentre è ancora in corso il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica contro il decreto ministeriale 124/2025, che – secondo la Regione – si basa su un criterio errato nella definizione del numero delle autonomie da tagliare: la stima della popolazione scolastica invece dei dati reali comunicati dall’Ufficio scolastico regionale.

Per la Toscana, lo scostamento tra stime ministeriali e iscritti effettivi è significativo: 428.679 studenti previsti contro 436.671 reali, circa 8.000 in più.

“Procediamo con la definizione degli accorpamenti richiesti per rispetto istituzionale – affermano il presidente Eugenio Giani e l’assessora all’istruzione Alessandra Nardini – ma prima di adottare scelte che possono incidere negativamente sul sistema scolastico vogliamo chiarimenti su un punto cruciale”.

Giani ricorda che i precedenti provvedimenti statali indicavano come riferimento la popolazione scolastica reale, non una previsione statistica: “Una differenza che oggi pesa e che rischia di penalizzare ingiustamente la Toscana”.

Nardini ripercorre il confronto degli ultimi anni con il Governo: “Fin dall’inizio ci siamo opposti a una logica di tagli. Quando ci imposero 15 riduzioni riuscimmo a limitarle a 4 con il Milleproroghe. L’anno scorso abbiamo ottenuto il mantenimento integrale delle 466 autonomie. Ora il Governo torna a imporre tagli, addirittura 16, ignorando che la Toscana ha già fatto un dimensionamento corretto negli anni passati”.

L’assessora ribadisce la richiesta di rivedere i numeri: “La popolazione studentesca reale è più alta di quella considerata dal Ministero”.

Sul piano formale, la delibera approvata dalla giunta prevede la riduzione da 466 a 450 autonomie, distribuite così: 4 accorpamenti nella provincia di Lucca, 3 nelle province di Massa Carrara e Pistoia, 2 nella Città Metropolitana di Firenze, 2 nella provincia di Grosseto, 2 in quella di Siena.

Il provvedimento comprende anche l’esercizio del potere sostitutivo nei confronti della Provincia di Massa Carrara, che aveva completato solo due dei tre accorpamenti previsti. Contestualmente, però, dispone la sospensione cautelativa degli accorpamenti per “gravi motivi”, come consentito dalla normativa amministrativa (art. 21-quater, legge 241/1990).

Durante la conferenza stampa a Palazzo Strozzi Sacrati, Giani ha auspicato che nel percorso parlamentare della legge finanziaria “i parlamentari presentino emendamenti per superare il problema del dimensionamento scolastico, come già accaduto negli ultimi due anni”.

Nardini conclude con un appello al Ministero: “Chiediamo che il Governo torni indietro. Non lo chiediamo solo come Toscana, ma insieme ad altre Regioni. Speriamo che il ministro Valditara apra finalmente un confronto vero, cosa che finora non è mai avvenuta”.

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Tag: , , , , , Last modified: Dicembre 3, 2025
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