Lamporecchio (lunedì 27 luglio 2026) — L’amministrazione comunale di Lamporecchio conferma la propria contrarietà al nuovo Piano economico finanziario (Pef) 2026-2029 approvato dall’assemblea dei sindaci dell’Ato Toscana Centro e spiega le scelte adottate per limitare l’impatto dell’aumento dei costi del servizio sulle tariffe Tari.
di Matteo Della Bartola
Il Piano, approvato dall’assemblea dei sindaci il 23 luglio 2026 nonostante il voto contrario del Comune di Lamporecchio e di altri enti, prevede per il territorio comunale un incremento del costo del servizio del 6,4%, passando da 1.614.063 euro nel 2025 a 1.717.711,01 euro nel 2026. Un aumento che, come previsto dalla normativa, dovrà essere interamente coperto attraverso la Tari, con effetti diretti sulle bollette di famiglie e attività economiche.
L’amministrazione sottolinea che il voto contrario rappresenta una presa di posizione politica nei confronti dell’attuale sistema di gestione.
«Pur consapevoli che il nostro no, insieme a quello di pochi altri Comuni, non è in grado da solo di modificare le decisioni di Alia Plures e, quindi, di Ato, la nostra netta contrarietà è un segnale volto a contestare un sistema che non funziona più, ammesso che abbia mai funzionato, viste le promesse iniziali rimaste disattese, e che deve essere cambiato», si legge nella nota diffusa dal Comune.
Nella prossima seduta del Consiglio comunale saranno sottoposte all’approvazione le nuove tariffe Tari 2026, elaborate sulla base del Piano economico finanziario approvato dall’Ato. All’interno dei margini di manovra consentiti dalla normativa, la giunta ha predisposto una proposta che modifica la ripartizione del costo del servizio tra utenze domestiche e non domestiche.
La nuova distribuzione prevede che il 61,5% del costo sia sostenuto dalle utenze domestiche e il 38,5% da quelle non domestiche. Nel 2025, invece, la ripartizione era stata fissata al 60,5% per le famiglie e al 39,5% per le attività economiche.
Secondo l’amministrazione si tratta di una scelta studiata per attenuare gli effetti dell’aumento senza gravare in maniera eccessiva su una sola categoria di contribuenti.
«È stata una scelta ponderata, fatta cercando la soluzione più equilibrata possibile per contenere l’impatto dell’aumento, in modo da non penalizzare né le famiglie né le attività economiche. Sappiamo bene quanto la Tari incida sui bilanci familiari e sulle imprese del nostro territorio e proprio per questo abbiamo valutato diverse soluzioni prima di individuare quella che riteniamo più equilibrata».
Il Comune ricorda infine il calendario delle prossime scadenze della Tari. Il primo acconto, con scadenza il 31 luglio 2026, è calcolato ancora sulle tariffe del 2025. Il secondo acconto, in scadenza il 31 ottobre 2026, conterrà invece l’applicazione delle tariffe 2026 e il relativo conguaglio. La terza rata dovrà essere versata entro il 28 febbraio 2027 e sarà anch’essa calcolata sulle tariffe 2026, comprensiva del conguaglio dell’annualità.
Tag: comune, lamporecchio, pef, Tari Last modified: Luglio 27, 2026


