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Tari, la minoranza di Pieve attacca: “Aumenti pesanti e gestione poco trasparente. Servono controlli e soluzioni concrete”

Pieve a Nievole (giovedì 11 settembre 2025) — I consiglieri comunali di opposizione Giglioli, Nocentini e Suzzi (Centrodestra per Pieve) insieme a Baldi (gruppo misto) intervengono duramente sugli aumenti della Tari rilevati nelle bollette del secondo trimestre 2025, recapitate in questi giorni ai cittadini di Pieve.

di Matteo Della Bartola

Secondo quanto evidenziato, le bollette riportano un incremento complessivo del 19,23%, suddiviso tra un +5,83% nella parte fissa e un +13,40% nella parte variabile della tariffa. “Un rincaro che pesa non poco sulle tasche dei pievarini – sottolineano i consiglieri – che, oltre al danno economico, devono sopportare anche quello d’immagine, dovuto al fenomeno ormai cronico dell’abbandono dei rifiuti lungo le strade, in un Comune che la Regione Toscana riconosce come a vocazione turistica”.

La minoranza solleva interrogativi sulla capacità dell’Amministrazione comunale di gestire in modo più efficace il sistema Tari, anche nel rispetto dei vincoli imposti da Arera (l’Autorità nazionale per l’energia, le reti e l’ambiente). “È legittimo chiedersi se non sia possibile negoziare condizioni migliori all’interno di ATO Toscana Centro, il consorzio di cui fanno parte tutti i comuni della provincia, per contenere gli aumenti e distribuirli in modo più equo”.

A titolo di esempio viene citato il caso del Comune di Lamporecchio, dove la giunta insediatasi nel 2024 è riuscita a ridurre l’impatto di un forte aumento precedente applicando il principio “chi più produce rifiuti, più paga” e accompagnando la misura con incontri informativi rivolti alla cittadinanza.

Sul tema dell’abbandono dei rifiuti, spesso oggetto di discussioni sui social, i consiglieri riconoscono il ruolo degli incivili, ma sottolineano che la concentrazione di episodi in specifiche zone del paese potrebbe indicare un problema più profondo, come la presenza di locazioni non dichiarate e quindi soggette a evasione tariffaria.

“In base al Regolamento Taric vigente, ci sarebbero tutti gli strumenti per avviare controlli più mirati. L’art. 22, comma 14, ad esempio, prevede che gli amministratori condominiali trasmettano annualmente al gestore l’elenco dei residenti, mentre il comma 15 stabilisce che l’attivazione anche di un solo servizio pubblico (come acqua, gas o elettricità) costituisce presunzione di uso dell’immobile e quindi dell’obbligo al pagamento della tariffa”, spiegano i consiglieri.

Inoltre, ricordano che l’art. 27, comma 8 del Regolamento comunale del servizio di gestione rifiuti stabilisce chiaramente che “in caso di mancata individuazione del responsabile, la spesa per la rimozione dei rifiuti abbandonati ricade sulla tariffa generale”, penalizzando così l’intera collettività.

Alla luce di queste considerazioni, la richiesta dei consiglieri è chiara: “È necessario sfruttare gli strumenti digitali già disponibili per incrociare dati, individuare locazioni non dichiarate e riequilibrare il sistema. Non può passare il messaggio che aumentano le spese mentre peggiora il servizio – concludono –. È una dinamica che nessun cittadino pievarino, a prescindere dal colore politico, può accettare”.

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Tag: , , , , Last modified: Settembre 11, 2025
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