Monsummano Terme (martedì 20 gennaio 2026) — Torna al centro del dibattito la Taric a Monsummano Terme. A intervenire è ancora una volta Matteo Magrini, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, che punta il dito contro l’aumento dei costi e il peggioramento del servizio di raccolta dei rifiuti, denunciando una situazione che, a suo dire, sta esasperando cittadini e famiglie.
di Matteo Della Bartola
«Bollette sempre più alte e un servizio sempre meno efficiente stanno mettendo a dura prova i monsummanesi», afferma Magrini, sottolineando come, nonostante il Comune sia tra i migliori in Toscana per percentuale di raccolta differenziata, l’impegno dei cittadini non venga adeguatamente riconosciuto. Tra le criticità evidenziate dal consigliere figurano segnalazioni che restano senza risposta, impianti definiti obsoleti e un Piano economico-finanziario basato su strutture mai realizzate.
Nel mirino anche il passaggio dalla Tari alla Taric, che avrebbe comportato un ulteriore aggravio per le utenze. «Solo questo cambio ha prodotto un aumento del 6%», denuncia Magrini, parlando di un sistema che continua a far lievitare i costi senza un corrispondente miglioramento del servizio.
Da qui una proposta definita dallo stesso esponente di Fratelli d’Italia “anche provocatoria, ma fondata su un principio di giustizia”. Secondo Magrini, infatti, i cittadini di Monsummano Terme non dovrebbero pagare la Taric, dal momento che il territorio comunale ospita un impianto di smaltimento che serve anche i comuni limitrofi, sopportando i conseguenti disagi ambientali.
Due le misure avanzate: l’azzeramento della Taric per i residenti di Monsummano e l’erogazione di un contributo aggiuntivo di almeno 500mila euro da parte della Regione Toscana al Comune, a titolo di indennizzo ambientale.
«È arrivato il momento – conclude Magrini – che chi si impegna concretamente per l’ambiente venga finalmente tutelato e non penalizzato».
Tag: aumenti, fratelli d'italia, Magrini, Monsummano Last modified: Gennaio 20, 2026


