Pistoia (venerdì 20 giugno 2025) — Gli “Amici di Montuliveto Aps” intervengono sul Toscana Pride.
di Matteo Della Bartola
“Con grande amarezza denunciamo la decisione dell’amministrazione comunale di non aver mai risposto ufficialmente alle nostre richieste – presentate già ad aprile – per l’organizzazione del Toscana Pride Party del 21 giugno al Parco di Montuliveto.
L’amministrazione ha scelto di ignorarci. Ha scelto di trattare due associazioni di promozione sociale – senza scopo di lucro e attive da anni sul territorio – come fossero soggetti commerciali qualsiasi. Ha scelto di imporci un’unica opzione: pagare 12.000 euro per l’utilizzo del suolo pubblico. Una cifra comunicata solo pochi giorni prima dell’evento, in modo informale, proprio come informali erano state – fino a quel momento – le rassicurazioni che “tutto sarebbe andato bene”.
Così, da aprile a oggi, nessuna risposta formale. E ora, a pochissimi giorni dall’evento, ci impongono una richiesta tardiva, sproporzionata e immotivata. Una scelta che ignora il lavoro delle associazioni, gli impegni presi, gli investimenti già sostenuti, e il valore culturale, sociale ed economico che questo evento porta con sé.
Ma soprattutto: nessuno si è assunto la responsabilità politica di questa decisione. Si scarica tutto su dirigenti e funzionari, come se fosse solo una questione tecnica. La politica è assunzione di responsabilità. Chi governa deve avere il coraggio delle proprie scelte. Questa non è una decisione tecnica: è politica. È un evidente tentativo di ostacolare il Pride, di zittire – attraverso strumenti burocratici – una festa pubblica che celebra la libertà di espressione, l’orgoglio queer, l’inclusione e la bellezza delle differenze.
Il Toscana Pride Party porta nel cuore della città oltre 3.000 persone, più di 30 artistɜ, una ospite di fama nazionale, decine di lavoratorɜ e professionistɜ coinvoltɜ e un indotto significativo per strutture ricettive, ristorazione e commercio locale. Oggi, gli alberghi della città sono pieni grazie a questo evento.
Eppure il Comune ha scelto di rinunciare a tutto questo. Ha colpito ancora una volta la vita economica, sociale e culturale della città e, soprattutto, ha scelto di ignorare e marginalizzare un’intera comunità.
In un clima nazionale sempre più ostile verso i diritti civili, questa scelta parla chiaro: a Pistoia, oggi, non tutte le voci sono benvenute.
Eppure, nonostante tutto, noi scegliamo di andare avanti. Perché Montuliveto è uno spazio vivo, non una proprietà da difendere a colpi di burocrazia. Perché il Pride è di tuttɜ, e non si può silenziare con ostacoli amministrativi. Perché la libertà, la cultura e la partecipazione non hanno prezzo, e non si affittano a suon di migliaia di euro.
Siamo qui, e ci saremo. Con la nostra musica, i nostri corpi, le nostre voci. Con orgoglio, con dignità, con determinazione. E continueremo a costruire, insieme, una città in cui ogni voce possa essere ascoltata”.



