Pistoia — Sta prendendo forma, metro dopo metro, una vera e propria rivoluzione nel sistema di raccolta e trattamento dei reflui civili tra la Valdinievole e il Valdarno. Un cambiamento silenzioso, che si muove sottoterra, tra scavi, tubazioni e tecnologie avanzate, ma destinato a modificare in modo profondo il modo in cui l’acqua viene gestita e restituita all’ambiente.
di Matteo Della Bartola
A guidare questa trasformazione è l’Accordo del Cuoio, un vasto programma di interventi infrastrutturali da quasi 200 milioni di euro, promosso da Acque in collaborazione con le amministrazioni comunali, la Regione Toscana, l’Autorità Idrica Toscana e il Consorzio di Bonifica 4 Basso Valdarno. L’obiettivo è chiaro: chiudere e riconvertire i piccoli impianti di depurazione ormai obsoleti, concentrando il trattamento in pochi centri moderni ed efficienti, a partire dal depuratore industriale di Santa Croce sull’Arno.
Il simbolo di questa grande opera è il Tubone, il maxi-collettore fognario lungo 24 chilometri che collegherà progressivamente la Valdinievole al sistema depurativo del Valdarno. Un’infrastruttura strategica che, insieme ai nuovi collettori in costruzione, ridisegnerà completamente il percorso delle acque reflue.
In Valdinievole Ovest i lavori avanzano secondo programma. Qui, due grandi macrolotti collegheranno i vari impianti locali al depuratore intercomunale di Pieve a Nievole, e da lì, grazie al Tubone, i reflui raggiungeranno Santa Croce.
Il Macrolotto 1, da 9 milioni di euro, prevede una condotta di 11 chilometri che unirà il depuratore di Pescia a quello di Pieve a Nievole, consentendo la dismissione di sei impianti minori – Traversagna, Bellavista, Pittini, Forone, Torricchio e Pescia – che saranno trasformati in stazioni di sollevamento. Terminato il primo stralcio, nei comuni di Massa e Cozzile e Montecatini Terme, i lavori si concentrano ora nel tratto Uzzano–Traversagna, con conclusione prevista entro la fine del 2026. Uno dei passaggi tecnici più complessi è stato l’attraversamento del torrente Pescia con una trivellazione orizzontale controllata (Toc), tecnica all’avanguardia che ha permesso di unire i due tratti del collettore senza danneggiare il corso d’acqua.
Il Macrolotto 2, invece, si sviluppa lungo 13 chilometri e unisce i depuratori di Chiesina Uzzanese e Fattoria (Ponte Buggianese) a Pieve a Nievole. Con un investimento di 8,7 milioni di euro, il progetto è alle battute finali. In questa fase, Acque ha anche colto l’occasione per sostituire e potenziare tratti dell’acquedotto in via delle Regioni e via del Cerro a Chiesina Uzzanese, e in via Capanna e via Isonzo a Ponte Buggianese. In tutto sono stati posati oltre 1.600 metri di nuove condotte idriche, più efficienti e sostenibili, che mettono in connessione due sistemi idrici finora separati, migliorando la gestione della risorsa e riducendo i rischi legati a siccità o emergenze.
Il Tubone della Valdinievole, lungo 24 chilometri, rappresenta il cuore dell’intero progetto. Attraverserà i comuni di Pieve a Nievole, Monsummano Terme, Larciano, Lamporecchio, Cerreto Guidi e Fucecchio, fino ad arrivare al depuratore di Santa Croce sull’Arno.
Tre dei quattro lotti sono ormai completati: i primi due, da Stabbia a Santa Croce e da Baccane a Stabbia, hanno visto la posa di quasi 15 chilometri di condotte; anche il Lotto 3, da Uggia a Baccane, è praticamente terminato. Resta da ultimare il Lotto 4, da Pieve a Nievole a Uggia, lungo 6,8 chilometri, caratterizzato da un tracciato complesso che ha richiesto l’uso esteso della trivellazione controllata per attraversare zone sensibili.
Una volta completato, il depuratore di Pieve a Nievole non verrà dismesso del tutto: resterà parzialmente operativo con due funzioni fondamentali. Fornirà, quando necessario, acque trattate per il Padule di Fucecchio, garantendo risorse di qualità per l’ecosistema, e fungerà da impianto di riserva in caso di manutenzioni o emergenze sul Tubone.
I collaudi finali sono attesi entro la fine dell’anno, mentre l’attivazione graduale dell’intero sistema avverrà nel corso del 2026, parallelamente all’ampliamento del depuratore di Santa Croce.
Con un investimento complessivo di 40 milioni di euro, il Tubone sarà in grado di convogliare al depuratore di Santa Croce oltre 6 milioni di metri cubi di reflui all’anno, che diventeranno più di 9 milioni con il completamento dei collettori tra Pescia, Uzzano, Chiesina e Ponte Buggianese.
L’obiettivo è costruire una rete moderna, sostenibile e interconnessa, capace di ridurre l’impatto ambientale, migliorare la qualità delle acque trattate e assicurare un servizio efficiente per i cittadini e le imprese.
Oltre alla Valdinievole e al Valdarno, l’Accordo del Cuoio prevede interventi anche nei territori di Pisa, Pontedera, Bientina e Vicopisano, e un nuovo collegamento tra i depuratori di Pagnana (Empoli) e Cuoiodepur (San Miniato).
Un insieme di opere che, pur sviluppandosi lontano dagli occhi dei cittadini, rappresenta una trasformazione epocale nella gestione dell’acqua, capace di coniugare innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e tutela del territorio.
Tag: Acque, lavori, nuovo sistema fognario, tubone, valdarno, Valdinievole Last modified: Ottobre 30, 2025


