Pistoia (lunedì 19 gennaio 2026) — La prossima tornata elettorale per l’elezione del sindaco e del Consiglio comunale di Pistoia si annuncia come un passaggio di grande rilievo, non solo per la città ma anche per il quadro politico locale più ampio. Dopo nove anni si concluderà infatti l’esperienza amministrativa del centrodestra guidato da Alessandro Tomasi, aprendo una fase di bilancio e di possibile cambiamento.
di Matteo Della Bartola
I cittadini pistoiesi saranno chiamati a valutare quanto è stato realizzato, ciò che è rimasto incompiuto e quanto è stato soltanto annunciato, oltre a scegliere nuovi rappresentanti nella principale istituzione pubblica locale. Un’occasione, dunque, per confermare o modificare l’attuale indirizzo politico alla guida della città.
In questo contesto, un’associazione cittadina – già intervenuta più volte nel dibattito pubblico attraverso assemblee, convegni, meeting politici e documenti pre-elettorali – ha ribadito le proprie preoccupazioni sulle reali condizioni del capoluogo. Al di là della retorica e delle contrapposizioni di parte, secondo l’associazione Pistoia presenta numerose criticità strutturali.
Tra queste viene segnalato il progressivo indebolimento dell’infrastruttura economica, con una riduzione delle attività produttive che generano reddito e benessere. Un fenomeno aggravato dalla desertificazione industriale, dalle difficoltà dell’artigianato e del commercio tradizionale e dalla scomparsa di settori terziari un tempo centrali, come banche ed enti pubblici e privati.
A ciò si aggiungerebbe una gestione giudicata inadeguata dei processi di trasformazione urbana e territoriale, compreso l’ampio ambito montano. Cambiamenti legati alle nuove forme di lavoro e di convivenza, all’invecchiamento della popolazione, al calo demografico, alla migrazione giovanile, al crescente multiculturalismo e alle pressioni sempre più evidenti su sanità pubblica e welfare.
Un ulteriore nodo riguarda le disuguaglianze economiche e sociali, considerate già oggi molto ampie e destinate ad aumentare. Non solo disparità di reddito e ricchezza, ma anche difficoltà di accesso ai cosiddetti beni comuni. Un quadro che, secondo l’associazione, alimenta forme di povertà diffuse e non può essere affrontato con interventi meramente assistenziali o caritatevoli.
Criticità vengono evidenziate anche sul fronte della transizione ecologica. L’impegno dell’amministrazione sarebbe insufficiente rispetto alla necessità di una vera riconversione ambientale della città e del territorio comunale, orientata alla riduzione del consumo di risorse naturali come suolo, acqua ed energia. Una transizione che dovrebbe includere una pianificazione urbana rigenerativa, la valorizzazione delle cosiddette “mura verdi” a sud-ovest della città, il recupero di edifici storici inutilizzati – in particolare chiese, monasteri e conventi – e un forte incentivo alla mobilità sostenibile.
Infine, viene denunciata l’assenza di un progetto culturale organico e innovativo. Il sistema sviluppato negli ultimi dieci anni viene descritto come frammentato, caratterizzato da piani strategici giudicati velleitari, eventi mediatici di breve durata e alto costo, iniziative localistiche e rivisitazioni talvolta discutibili di esperienze già esistenti. Un modello che, secondo l’associazione, sarebbe stato affidato quasi esclusivamente a consulenti esterni, nel silenzio della politica.
Alla luce di questo quadro, l’associazione ritiene che l’attuale sistema dei partiti fatichi ad affrontare tali problemi, schiacciato sulla ricerca del consenso immediato e poco incline a progettualità di medio-lungo periodo. Da qui il richiamo al ruolo dei movimenti civici, che dal 2017 hanno dimostrato di poter incidere in modo determinante sugli equilibri elettorali.
Il civismo pistoiese, secondo i promotori dell’appello, potrebbe assumersi la responsabilità di pretendere politiche coerenti e innovative già dal prossimo mandato amministrativo, anche valutando la possibilità di sostenere un candidato sindaco espressione della società civile, in un quadro di confronto e collaborazione con i partiti tradizionali.
Per questo motivo è stato lanciato un invito a tutti i cittadini, indipendentemente dall’orientamento politico, a partecipare all’incontro pubblico in programma per giovedì 29 gennaio 2026, a partire dalle ore 16.45, nei locali concessi dalle suore domenicane in piazza San Domenico 2, a Pistoia. Un’occasione di confronto aperto sui temi del futuro della città e sulle scelte che attendono la comunità pistoiese.
Tag: associazione civica, elezioni comunali, pistoia, politica Last modified: Gennaio 19, 2026


