Pistoia (mercoledì 18 giugno 2025) — L’Anpi interviene sull’ordinanza di sgombero della comunità di Vicofaro.
di Matteo Della Bartola
“In qualità di eredi di coloro che 80 anni fa contribuirono a liberare l’Italia da un regime totalitario che aveva nel razzismo uno dei fondamenti ideologici e di depositari del progetto resistenziale di una società in cui non ci fossero più distinzioni “di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”, ogni volta in cui i valori della Costituzione Repubblicana ci appaiono disattesi sentiamo il dovere morale di non rimanere in silenzio, come oggi di fronte all’ordinanza di sgombero della comunità di Vicofaro, emanata dal sindaco in quanto responsabile della salute pubblica locale.
Il fatto non ha stupito chi abbia seguito fin dall’ inizio la storia di Vicofaro e perciò ricordi che l’ordinanza dello scorso 6 giugno, arrivata in prossimità di una importante scadenza elettorale, è stata preceduta nel corso degli anni da altre ordinanze di sgombero, sempre da parte del sindaco Tomasi.
Il recente provvedimento è stato emanato dopo l’ultimo dei numerosi controlli a tappeto effettuati dell’Asl Toscana Centro, allo scopo di verificare l’idoneità abitativa e igienico sanitaria dei locali. Dato il sovraffollamento e le condizioni abitative di una struttura non costruita certo per alloggiare un numero rilevante e crescente di senza tetto, non può sorprendere che il complesso parrocchiale di Santa Maria Maggiore sia stato ritenuto non conforme agli standard sanitari e abitativi previsti per i centri di accoglienza finanziati dal Ministero dell’Interno (con stanziamenti a favore degli enti locali che abbiano attivato servizi di assistenza e di integrazione), secondo le direttive della Convenzione europea dei diritti umani.
In proposito, ci piacerebbe conoscere la consistenza effettiva del sistema di accoglienza realizzato sul nostro territorio, ispirato a politiche diverse dall’assistenza emergenziale e umanitaria offerta dalla parrocchia di Vicofaro. È anche opportuno ribadire che la comunità di Vicofaro non è un comune centro per migranti, inquadrabile nel sistema di accoglienza previsto dalla normativa europea e italiana, bensì un luogo di prima accoglienza, un “ospedale da campo” retto da volontari e sostenuto esclusivamente da finanziamenti privati, che necessita di essere alleggerito e sostenuto da interventi pubblici, come chiede da tempo lo stesso don Biancalani.
Paradossale appare, inoltre, la clausola che spetti allo stesso parroco, il quale ha scelto di accogliere i più fragili e bisognosi in obbedienza e testimonianza del messaggio evangelico, smantellare il centro di Vicofaro e mandare i suoi ospiti al proprio destino entro 20 giorni dalla data dell’ordinanza e da quel momento respingere chiunque venga a chiedergli accoglienza.
Non è dato di sapere se le parrocchie della diocesi cui fa appello il vescovo di Pistoia per ospitare nell’immediato gli sfollati da Vicofaro si trovino in località isolate, che non consentirebbero a parecchi di loro di raggiungere il proprio posto di lavoro, o se le comunità siano disponibili a dare ospitalità ai migranti. Neppure si sa se esistono nel nostro territorio strutture pubbliche che facciano parte di un progetto organico di accoglienza diffusa e non siano solo la risposta temporanea ad una situazione emergenziale.
Chiediamo, infine, se nel nostro territorio già ci sono, o sono previsti, centri di prima accoglienza, qual è a tutti gli effetti la comunità di Vicofaro, aperti a chiunque chieda aiuto per uscire dalla strada e dalla clandestinità, se non i moderni lager chiamati Cpr dove deportare i richiedenti asilo. Diversamente, non è difficile prevedere che anche la recente ordinanza di sgombero del sindaco avrà l’efficacia di una grida manzoniana: il centro di Vicofaro tornerà a ripopolarsi di ragazzi tornati “a casa” perché fuori non avranno trovato migliori condizioni di vita, e di altri per cui Vicofaro rappresenta al momento l’unico porto in cui sostare e ricevere assistenza, dopo le sofferenze inenarrabili affrontate per sfuggire alla fame, alle dittature e alla guerra”.
Tag: Anpi, centro di prima accoglienza, pistoia, vicofaro Last modified: Giugno 18, 2025


