Pistoia (martedì 22 settembre 2026) — Una visita per conoscere da vicino la realtà del carcere pistoiese e confrontarsi con chi ogni giorno vive e lavora all’interno dell’istituto. È questo l’obiettivo della visita effettuata dal consigliere comunale Lorenzo Scalise, insieme ai Giovani democratici della Toscana, nell’ambito del percorso avviato negli istituti penitenziari della regione.
di Matteo Della Bartola
«La politica non può parlare di carcere soltanto da fuori, né ricordarsene quando c’è un’emergenza – sottolinea Scalise -. Deve entrare, vedere, ascoltare chi ci sta e chi ci lavora ogni giorno. È anche per questo che credo che il consiglio comunale debba occuparsi di più di una realtà che è parte della nostra città».
Durante la visita sono emerse diverse criticità legate alle condizioni della struttura e alla gestione quotidiana delle attività. Tra i temi evidenziati dal consigliere ci sono il sovraffollamento, gli spazi limitati per le attività, la presenza di un solo educatore e l’assenza di una copertura infermieristica per l’intero arco delle 24 ore.
«Oggi abbiamo toccato con mano alcune questioni molto importanti – spiega Scalise -. Problemi diversi, ma che incidono direttamente sulla possibilità di costruire veri percorsi di reinserimento e sulle condizioni di lavoro di chi ogni giorno opera all’interno dell’istituto».
Il tema del reinserimento è centrale nelle considerazioni del consigliere comunale, che richiama il principio costituzionale secondo cui la pena deve tendere alla rieducazione.
«Chi commette un reato deve risponderne, questo è fuori discussione. Ma la Costituzione è altrettanto chiara quando stabilisce che la pena deve tendere alla rieducazione. E rieducazione significa formazione, lavoro, reinserimento e strumenti reali per poter ricominciare una volta scontata la propria pena».
Per Scalise, quindi, la visita non deve limitarsi a un momento di testimonianza, ma rappresentare l’avvio di un percorso politico e istituzionale anche a livello cittadino.
«I diritti non si fermano davanti alle porte di un carcere. Per questo non voglio che quella di oggi resti una visita simbolica. Porto con me quello che ho visto e ascoltato e credo che da qui debba partire anche un lavoro concreto del consiglio comunale».
Il consigliere conclude sottolineando il ruolo che anche l’amministrazione e la comunità locale possono avere nel rapporto con l’istituto penitenziario: «Il carcere è parte di Pistoia e anche la città deve assumersi la propria responsabilità. Su questo non ci tireremo indietro».
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