Pistoia (sabato 13 dicembre 2025) — Il vivaismo toscano è conosciuto e apprezzato in tutto il mondo e rappresenta uno dei settori più strategici dell’economia regionale. Prosegue il percorso di ascolto e confronto avviato dalla Regione Toscana su un comparto unico a livello nazionale e internazionale, centrale non solo dal punto di vista produttivo ma anche identitario.
di Matteo Della Bartola
A Pistoia si è svolto un nuovo momento di dialogo “sul campo”, che ha coinvolto istituzioni, aziende, associazioni di categoria e operatori del settore. Una mattinata intensa ha visto l’assessore regionale all’agricoltura Leonardo Marras e il sottosegretario alla presidenza della Regione Toscana Bernard Dika visitare alcuni dei principali vivai del distretto pistoiese, entrando nel cuore dei processi produttivi.
Dallo sviluppo delle politiche fitosanitarie alle più recenti tecnologie per l’irrigazione, numerosi i temi affrontati per un settore in continua espansione e con una domanda destinata a crescere. Un comparto che necessita di essere ulteriormente valorizzato, anche in un’ottica di sostenibilità ambientale e di prevenzione dei rischi.
“Venire qui non è una semplice visita, è capire i processi, la filiera, la proiezione sul mercato, la comunità”, ha dichiarato l’assessore Leonardo Marras incontrando gli operatori. “La vivaistica è una delle produzioni agricole a più forte vocazione internazionale, al pari del vino. Ha bisogno di investimenti in tecnologia e ricerca per affrontare il futuro, considerando una filiera lunga e complessa. Nell’assessorato all’agricoltura troverete un riferimento disponibile a lavorare insieme su direttrici comuni, in un rapporto proficuo tra pubblico e privato. Penso, ad esempio, allo sviluppo del settore fitosanitario, una sfida fondamentale su cui ci impegneremo per innalzare il livello della risposta pubblica”.
Per il sottosegretario Bernard Dika “il vivaismo è un’eccellenza economica ma anche un patrimonio identitario di Pistoia e dell’intera Toscana. È uno dei biglietti da visita della nostra regione in Europa, al pari dell’agroalimentare e del vino. Attraverso questo settore la Toscana può essere riconosciuta come una terra che investe in innovazione, sostenibilità e qualità del verde. La presenza della Regione fin dai primi giorni della nuova giunta testimonia una volontà chiara: costruire, insieme agli operatori, un lavoro comune per valorizzare al massimo un comparto strategico”.
Nel panorama nazionale la Toscana rappresenta la punta di diamante del vivaismo, con circa il 40% della produzione complessiva. Il distretto di Pistoia, con circa 1.500 aziende e 3.500 ettari coltivati, costituisce un patrimonio produttivo e culturale di straordinario valore, un’eccellenza che può diventare, al pari di olio e vino, un simbolo identitario riconosciuto a livello nazionale e internazionale.
La giornata ha previsto anche un importante momento di confronto con i soci di Coldiretti Pistoia, preceduto dalla visita al parco del Naturart Village, che ospita numerose varietà di piante, un roseto, collezioni di bonsai, piante grasse e cactus. Presso la sede della Fondazione Giorgio Tesi, insieme al presidente di Coldiretti Pistoia Fabrizio Tesi, si è discusso di alcune delle principali criticità e opportunità per il mondo agricolo regionale: dal contrasto alla peste suina africana alle problematiche del reticolo idrico minore, fino al vivaismo olivicolo.
“Il confronto con Coldiretti e con gli operatori del territorio è fondamentale per costruire politiche agricole efficaci e realistiche», ha sottolineato Marras. «L’agricoltura toscana è strategica non solo dal punto di vista economico, ma anche ambientale e sociale. La Regione è impegnata su più fronti per accompagnare chi lavora ogni giorno nei campi, garantendo competitività, sostenibilità e certezze, soprattutto in una fase segnata dai cambiamenti climatici e dalle sfide del mercato europeo”.
Secondo Bernard Dika “il valore di questo confronto sta nel metodo: presenza, ascolto e capacità di dare risposte. La Regione vuole partire dai territori per affrontare insieme questioni decisive come il contenimento della fauna selvatica e della PSA, la manutenzione del reticolo idrico minore, la realizzazione di invasi per contrastare la siccità e ridurre il rischio idraulico. Accanto a questo servono semplificazione delle procedure, a partire dalle serre temporanee, rapidità nelle autorizzazioni per non perdere competitività e un forte investimento sulla formazione professionale per accompagnare i giovani verso il lavoro in agricoltura. Solo così possiamo garantire sviluppo e futuro alle nostre comunità”.
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