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Pescia, nuovo porta a porta dal 30 novembre. FdI: «Per la montagna un modello sbagliato»

Pescia (lunedì 14 settembre 2026) — Dal 30 novembre entrerà in vigore a Pescia il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti porta a porta. Un cambiamento che, secondo Marco Matteucci, referente per la montagna di Fratelli d’Italia, e Giacomo Melosi, capogruppo di FdI in consiglio comunale, presenta però diverse criticità, soprattutto per le aree montane.

di Matteo Della Bartola

«Siamo i primi a riconoscere che sul sistema di raccolta dei rifiuti fosse necessario intervenire – affermano – ma cambiare non significa necessariamente migliorare e, soprattutto, non significa imporre lo stesso modello indistintamente a tutto il territorio».

A preoccupare maggiormente è l’applicazione del nuovo sistema nelle zone montane. «Quello che viene definito “porta a porta”, in molte zone della montagna, non lo sarà affatto – sottolinea Matteucci – perché i cittadini dovranno portare i propri bidoncini in specifici punti di raccolta e successivamente tornare a riprenderli».

Una modalità che, secondo FdI, potrebbe creare difficoltà soprattutto alle persone anziane e a chi vive nelle zone più periferiche. «Per molti residenti significa dover affrontare un viaggio in più, spesso su strade di montagna e in condizioni non certo agevoli. Chiamarlo porta a porta non cambia la sostanza».

Un’altra questione sollevata riguarda le seconde case, particolarmente numerose nel territorio montano. «Chi utilizza l’abitazione soltanto la domenica, o comunque per brevi periodi, rischia di trovarsi nella situazione paradossale di dover portare con sé la propria spazzatura e conferire direttamente i rifiuti al centro Alia delle Macchie di San Piero», sostiene Matteucci. «In altre parole, un servizio per il quale si paga, ma del quale, in determinate situazioni, non si usufruisce».

Da qui la proposta di un sistema alternativo, o quantomeno più flessibile. «Una soluzione ibrida, con isole ecologiche dotate di cassonetti intelligenti ad accesso tramite chiavetta o tessera, avrebbe potuto garantire maggiore flessibilità, controllo e comodità, soprattutto nelle zone rurali e montane», prosegue Matteucci. «Un sistema capace di adattarsi alla realtà del territorio, anziché costringere il territorio ad adattarsi a un modello preconfezionato».

Secondo gli esponenti di FdI, inoltre, questa possibilità non sarebbe stata adeguatamente discussa durante la fase di predisposizione del progetto. «Non abbiamo avuto modo di discuterla perché al consiglio comunale non è stata data la possibilità di esaminare preventivamente una bozza e formulare osservazioni», afferma Melosi.

Il capogruppo di Fratelli d’Italia contesta in particolare le modalità con cui il progetto sarebbe stato sottoposto all’attenzione del Consiglio comunale. «Lo stesso sindaco, in commissione, aveva dichiarato che non ci sarebbe stata trasmessa una bozza, ma direttamente il progetto definitivo, come hanno fatto. Non si può chiedere al Consiglio comunale di discutere quando le scelte sono già state definite».

FdI sostiene inoltre che, secondo quanto riferito dagli stessi funzionari di Alia, un sistema basato su isole ecologiche e cassonetti ad accesso controllato sarebbe stato tecnicamente possibile. «Ci chiediamo perché allora non sia stato seriamente valutato e perché non sia stato consentito al Consiglio comunale di confrontarsi sulle diverse possibilità prima di arrivare al progetto definitivo», prosegue Melosi.

«Non siamo contrari alla raccolta differenziata e non siamo contrari al cambiamento. Siamo contrari all’idea che esista un unico modello valido per tutti».

Il tema, secondo Fratelli d’Italia, riguarda però anche la gestione complessiva del ciclo dei rifiuti. «La raccolta differenziata esiste già oggi: i cassonetti sono divisi per tipologia. Il problema è anche l’educazione al corretto conferimento e, soprattutto, ciò che avviene dopo la raccolta».

Gli esponenti di FdI richiamano quindi il dato regionale della raccolta differenziata, sostenendo che, a fronte di una percentuale in Toscana pari al 68%, solo una parte dei materiali raccolti viene effettivamente riciclata, mentre un’altra quota viene trasformata in energia. «Non basta quindi cambiare il modo in cui raccogliamo i rifiuti: bisogna intervenire sull’intero ciclo».

La proposta del partito resta quella di un sistema differenziato in base alle caratteristiche delle varie zone. «Porta a porta dove è realmente efficace, isole ecologiche e cassonetti intelligenti dove il territorio lo richiede», spiegano Matteucci e Melosi. «Pescia non è soltanto il centro cittadino: ci sono frazioni, campagne e una vasta area montana, con caratteristiche completamente diverse».

La conclusione è affidata a una critica alle modalità con cui è stato impostato il nuovo sistema: «Un buon amministratore non impone lo stesso vestito a tutti, ma costruisce un sistema che tenga conto delle esigenze delle diverse comunità».

«Quello che vediamo oggi, invece – concludono gli esponenti di FdI – è il rischio dell’ennesimo progetto costruito più sulla logica dell’imposizione che su quella dell’efficienza. Prima di imporre un cambiamento, sarebbe stato necessario ascoltare chi quel territorio lo vive davvero».

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Tag: , , , Last modified: Settembre 14, 2026
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