Pistoia (mercoledì 28 ottobre 2026) — Tre posti letto attrezzati per le terapie trasfusionali, nuove dotazioni per migliorare la sicurezza delle cure e la possibilità di assistere anche pazienti con bisogni complessi. È già operativa all’ospedale San Jacopo di Pistoia la nuova stanza dell’Immunoematologia e Medicina trasfusionale, realizzata grazie all’importante donazione di Ail Pistoia, l’associazione presieduta da Elisabetta Meacci.
di Matteo Della Bartola
Il nuovo spazio amplia la capacità di accoglienza del servizio trasfusionale e consente di effettuare direttamente in ospedale un numero maggiore di trattamenti, riducendo gli accessi al pronto soccorso legati alla necessità di ricevere trasfusioni. La stanza è dotata di tre letti meccanizzati e di testate ospedaliere attrezzate con gas medicali e sistemi di aspirazione, strumenti che permettono di garantire un’assistenza più adeguata anche ai pazienti che necessitano di cure particolarmente complesse.
Tra le novità più significative c’è la possibilità di eseguire al San Jacopo anche l’aferesi terapeutica, procedura che in precedenza veniva svolta presso il servizio di dialisi dell’ex ospedale del Ceppo, grazie alla collaborazione del personale medico e infermieristico della Nefrologia. La concentrazione delle attività nella sede ospedaliera permetterà inoltre di organizzare in modo più efficiente le risorse professionali dell’Immunoematologia e Medicina trasfusionale.
«Ringrazio Elisabetta Meacci e Ail Pistoia per il sostegno concreto che da tempo garantiscono al nostro ospedale e al servizio trasfusionale», ha dichiarato Lucilla Di Renzo, direttrice del presidio ospedaliero San Jacopo. «Si tratta di un contributo che si inserisce in un rapporto di collaborazione importante, costruito nel tempo e orientato a rispondere ai bisogni dei pazienti».
L’attivazione della nuova stanza rappresenta anche un’occasione per richiamare l’attenzione sull’importanza della donazione di sangue, fondamentale per assicurare la continuità delle cure e rispondere alle esigenze dei pazienti.
«Ringrazio Ail Pistoia per la vicinanza al servizio trasfusionale e per l’attenzione che da tempo dedica ai pazienti», ha affermato Daniele Berretti, direttore dell’Immunoematologia e Medicina trasfusionale degli ospedali San Jacopo e Santi Cosma e Damiano. «La donazione di sangue è un gesto volontario che non può essere dato per scontato: per rispondere alle necessità assistenziali è importante che le donazioni siano regolari e che il numero dei donatori continui a crescere».
Berretti ha quindi sottolineato come ogni nuova adesione contribuisca a mantenere una disponibilità adeguata di sangue ed emocomponenti, indispensabili per garantire le terapie a chi ne ha bisogno, rivolgendo un ringraziamento alle donatrici, ai donatori e alle associazioni che sostengono quotidianamente questo impegno.
Sull’importanza di rafforzare la rete della solidarietà è intervenuto anche Franco Vocioni, direttore del Dipartimento di Medicina di laboratorio, che ha evidenziato il valore della collaborazione tra servizi sanitari, associazioni di volontariato e cittadini.
«La rete dei donatori è una risorsa che va consolidata nel tempo», ha dichiarato, sottolineando la necessità di coinvolgere nuove persone e sensibilizzare soprattutto chi non si è ancora avvicinato alla donazione. Un gesto che, ha ricordato, incide concretamente sulla possibilità di curare e rappresenta una risorsa essenziale per il sistema sanitario e per la tutela della salute collettiva.
Quello di Ail Pistoia è un impegno che si rinnova nel tempo. Negli anni, infatti, l’associazione ha sostenuto il servizio trasfusionale con diverse donazioni, contribuendo all’acquisto di poltrone per la donazione, di una frigoemoteca destinata alle emergenze e di un incubatore necessario alla produzione di pool piastrinici, emocomponenti fondamentali per le terapie trasfusionali.
La nuova stanza del San Jacopo si inserisce così in un percorso di collaborazione consolidato tra ospedale, associazioni e comunità locale, confermando quanto il contributo del volontariato e la partecipazione dei donatori siano determinanti per migliorare l’assistenza e garantire cure sempre più adeguate ai bisogni dei pazienti.
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