Pistoia (martedì 27 ottobre 2026) — Cinquemila presenze, interesse per le tecnologie esposte e un’ampia partecipazione agli incontri. Si chiude con questi risultati Civitek Festival, la manifestazione che dal 23 al 25 ottobre ha trasformato il centro fiere La Cattedrale di Pistoia in uno spazio di incontro tra innovazione tecnologica, cittadinanza e nuove generazioni.
di Matteo Della Bartola
Il momento conclusivo è stato dedicato alla presentazione del Manifesto per le politiche giovanili, nato dal confronto tra ragazze, ragazzi, educatori, professionisti e rappresentanti delle istituzioni e consegnato al sindaco Giovanni Capecchi. Il festival ha messo al centro due questioni strettamente legate al presente: comprendere le trasformazioni tecnologiche e offrire ai giovani strumenti concreti per partecipare alle decisioni che riguardano la comunità. Un percorso che ha coinvolto scuole, famiglie, imprese, associazioni e professionisti, alternando esperienze pratiche, conferenze e tavoli di lavoro.
Uno dei punti di maggiore interesse è stata l’area espositiva, dove robotica, intelligenza artificiale, realtà virtuale, stampa 3D e installazioni interattive hanno permesso ai visitatori di sperimentare direttamente strumenti e applicazioni innovative. Le dimostrazioni hanno avvicinato persone di età ed esperienze differenti a tecnologie sempre più presenti nella vita quotidiana, favorendo domande e occasioni di confronto con gli espositori.
Accanto alla dimensione pratica, il programma ha proposto una riflessione sulle conseguenze sociali della trasformazione digitale. Marco Cappato e Cathy La Torre hanno affrontato il rapporto tra democrazia, algoritmi e diritti, mentre Leonardo Bianchi ha approfondito il potere delle piattaforme e i cambiamenti nel mondo dell’informazione. Ilaria Albano ha invece richiamato l’attenzione sul benessere personale e sulla qualità delle relazioni nell’era digitale. Spazio anche alle interfacce neurali presentate da Massimo Bertaccini e al confronto tra modelli di intelligenza artificiale illustrato da Luca Marazzini. Gli interventi, insieme alle esperienze delle imprese e delle realtà del territorio, hanno contribuito a mettere in relazione opportunità tecnologiche, competenze e responsabilità, sottolineando l’importanza di mantenere al centro le persone.
Il cuore del percorso partecipativo è stato rappresentato dai quattro Ecosistemi sviluppati sabato 24 ottobre: educare, prendersi cura, partecipare e costruire il futuro. Circa 90 ragazze, ragazzi e giovani adulti hanno lavorato insieme a educatori, professionisti e rappresentanti delle istituzioni per individuare bisogni, criticità e proposte utili a orientare le politiche giovanili.
I tavoli sono stati accompagnati da esperti con competenze differenti. Francesco D’Isa ha seguito il confronto sull’apprendimento e sull’intelligenza artificiale; Giovanni Siena ha approfondito i temi della cura, del benessere e delle relazioni. Giordano Gasperini e Silvia Boccardi si sono concentrati sulla partecipazione e sullo spazio pubblico, mentre Francesca Farolfi e Stefano Alemanno hanno lavorato sulle condizioni necessarie per immaginare e costruire il futuro. La tecnologia ha attraversato tutti i gruppi di lavoro: dalle possibilità dell’intelligenza artificiale nello studio al ruolo delle piattaforme nell’informazione, fino agli strumenti digitali che possono facilitare la partecipazione. Dal confronto è emersa l’importanza di garantire accesso alle competenze, spazi di aggregazione e relazioni significative, affinché l’innovazione possa contribuire al benessere della comunità.
Dalle riflessioni dei quattro Ecosistemi è nato il Manifesto per le politiche giovanili, illustrato dall’assessora alle Politiche giovanili Elena Sinimberghi e consegnato al sindaco Giovanni Capecchi nella giornata conclusiva del festival.«Domenica mi è stato consegnato il Manifesto, un documento non calato dall’alto, espressione diretta e autentica della voce, dei desideri e della visione delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi – sottolinea il sindaco di Pistoia Giovanni Capecchi –. Il successo di Civitek Festival ci insegna una lezione fondamentale: se vogliamo davvero costruire un futuro all’altezza delle aspettative dei giovani, dobbiamo imparare ad ascoltarli. Ma dobbiamo farlo andando nei loro spazi, rispettando i loro tempi e accogliendo i loro modi di comunicare e vivere. L’ascolto non può essere una formalità, deve diventare una prassi costante».
Il sindaco ha poi richiamato gli otto principi contenuti nel documento, sottolineando la necessità di offrire alle nuove generazioni luoghi da vivere, strumenti per sperimentare e la possibilità di sbagliare senza timore. «La loro partecipazione al governo e alla crescita del nostro territorio non è soltanto desiderabile: è essenziale e necessaria. Gli otto principi indicati nel Manifesto tracciano una strada chiara. I nostri ragazzi non ci chiedono soluzioni preconfezionate, ma fiducia, luoghi da abitare e strumenti con cui sperimentare senza la paura di sbagliare».
Capecchi ha ringraziato l’assessora Sinimberghi e i circa 90 giovani che hanno preso parte ai tavoli di lavoro, insieme agli educatori e alle istituzioni coinvolte, ribadendo l’impegno dell’amministrazione a dare continuità al percorso avviato. «Come amministrazione comunale raccogliamo questa consegna con impegno preciso: questo Manifesto non rimarrà un bel documento sulla carta. Il futuro della nostra comunità si scrive a quattro mani, con la partecipazione di tutte e tutti. Pistoia ha dimostrato la necessità di farlo insieme alle giovani generazioni», ha concluso il sindaco.
Il Manifesto individua otto direttrici: partecipazione che incide, luoghi da abitare, libertà digitale e pensiero critico, cura e relazioni, diritto all’imperfezione, differenze e opportunità, sperimentazione e fiducia, un futuro immaginabile. Al centro c’è la richiesta di un coinvolgimento concreto nelle decisioni pubbliche. Per i giovani, partecipare significa poter contribuire alla scelta dei temi, elaborare proposte e verificare nel tempo che cosa è stato realizzato. Perché questo sia possibile, servono luoghi accessibili, occasioni di confronto e attenzione alle diverse condizioni economiche, sociali e personali.
Il documento sottolinea anche l’importanza della libertà digitale e del pensiero critico: conoscere il funzionamento dell’intelligenza artificiale e delle piattaforme, comprenderne opportunità e limiti e sviluppare autonomia di giudizio. Gli strumenti digitali possono inoltre favorire la continuità del dialogo tra cittadini e istituzioni, consentendo di condividere idee e seguire l’evoluzione delle proposte. Accanto alle competenze, il Manifesto valorizza la cura delle relazioni e il diritto all’imperfezione. Ai giovani devono essere riconosciute la possibilità di sbagliare, cambiare strada e ricominciare, senza essere definiti soltanto dai risultati raggiunti. Un approccio che richiede fiducia, occasioni di sperimentazione e l’accompagnamento degli adulti.
La conclusione di Civitek rappresenta l’avvio di una nuova fase, con l’obiettivo di tradurre le proposte emerse in azioni e occasioni di confronto continuative. Tra le prospettive indicate figurano la prosecuzione dei tavoli di lavoro nei diversi luoghi del territorio, il collegamento tra Civico569 e gli altri spazi di aggregazione e una collaborazione più stretta tra amministrazione comunale, terzo settore, università e giovani.
Tra le proposte c’è anche la creazione di uno spazio digitale pubblico nel quale condividere idee, avanzare proposte e seguirne gli sviluppi. L’obiettivo è accompagnare la partecipazione con risposte motivate, responsabilità riconoscibili e strumenti che permettano alle nuove generazioni di verificare gli impegni assunti. Civitek Festival nasce nell’ambito del progetto Civico569, frutto di un percorso di amministrazione condivisa tra il Comune di Pistoia e un raggruppamento di enti del terzo settore con capofila Intrecci Cooperativa Sociale, insieme ad Arci Comitato Provinciale di Pistoia Aps, Arci Madiba onlus, Better Social società cooperativa, Cedei Italia Aps, Manusa cooperativa sociale e Saperi e Lavoro. La manifestazione è stata organizzata in collaborazione con Giovanisì e con il patrocinio della Regione Toscana. Dopo tre giorni di incontri, sperimentazioni e confronto, il festival lascia dunque alla città un documento e un metodo di lavoro: conoscere le trasformazioni tecnologiche, discuterne insieme le implicazioni e creare le condizioni perché le giovani generazioni possano contribuire attivamente alle scelte sul futuro della comunità.
Tag: civitek, Festival, giovani, pistoia, tecnologie Last modified: Ottobre 27, 2026


