Pescia (lunedì 26 ottobre 2026) — La protesta degli studenti dell’istituto Sismondi-Pacinotti riporta al centro il tema della sicurezza e della qualità degli edifici scolastici. A intervenire è il presidente della Provincia di Pistoia, Luca Marmo, che riconosce il valore della mobilitazione e richiama il Governo alla necessità di garantire risorse stabili per la manutenzione e l’adeguamento delle scuole superiori.
di Matteo Della Bartola
La manifestazione si è svolta nelle scorse ore davanti all’istituto, con cartelli e fumogeni, ed è stata accompagnata da un tentativo di occupazione pacifica, presto rientrato. Secondo quanto sottolineato da Marmo, la protesta non ha provocato incidenti né situazioni di pericolo.
«I ragazzi hanno manifestato esprimendo il proprio disagio e le proprie aspettative, mantenendo un comportamento corretto e responsabile», afferma il presidente della Provincia, sottolineando l’importanza di riconoscere il diritto degli studenti a esprimere il proprio dissenso.
Per Marmo, infatti, una protesta condotta nel rispetto delle persone e della comunità non deve essere considerata soltanto un problema da contenere, ma un’occasione per comprendere le richieste dei giovani e cercare risposte concrete.
La mobilitazione del Sismondi-Pacinotti, secondo il presidente della Provincia, si inserisce in una questione più ampia che riguarda la necessità di assicurare alle nuove generazioni scuole sicure, funzionali, accoglienti e adeguate alle esigenze della didattica contemporanea.
Marmo richiama quindi le responsabilità degli enti locali, ma anche la necessità di affrontare le difficoltà strutturali che condizionano la manutenzione degli edifici scolastici superiori, di competenza provinciale.
«Sarebbe ipocrita, e politicamente miope, limitarsi a prendere atto della protesta o a promettere interventi tampone senza denunciare il quadro strutturale nel quale le Province sono costrette a operare», dichiara.
Un passaggio centrale riguarda il Piano nazionale di ripresa e resilienza, che negli ultimi anni ha permesso di avviare interventi attesi da tempo e di recuperare parte del patrimonio edilizio scolastico. Una stagione che, secondo Marmo, ha rappresentato un’importante opportunità per le Province, ma che non può sostituire una programmazione continuativa.
«Ma quella stagione è destinata a chiudersi. E la domanda che dobbiamo porci è semplice: cosa accadrà dopo?», osserva il presidente, denunciando l’assenza di una risposta strutturale da parte del Governo nazionale alle esigenze di adeguamento delle scuole superiori.
La sicurezza degli edifici, sostiene, non può dipendere esclusivamente dalla capacità delle amministrazioni provinciali di intercettare finanziamenti straordinari attraverso singoli bandi. Servono invece risorse certe e un piano pluriennale che consenta di programmare gli interventi, migliorare l’efficienza degli immobili e garantire condizioni adeguate a studenti e personale scolastico.
Nel suo intervento, Marmo cita anche un’iniziativa già avviata dalla Provincia di Pistoia proprio per il Sismondi-Pacinotti. Nelle scorse settimane, infatti, è stato approvato un decreto presidenziale per candidare l’intervento di adeguamento sismico della succursale di via della Dilezza a un finanziamento proveniente dai fondi dell’otto per mille.
Il progetto prevede opere strutturali come la realizzazione di giunti sismici, il confinamento dei pilastri e interventi di rinforzo, con l’obiettivo di migliorare la sicurezza dell’edificio.
Si tratta, evidenzia il presidente, di un intervento importante, ma circoscritto e subordinato all’esito di un avviso pubblico, con un finanziamento massimo previsto di un milione di euro.
«Non è una politica di edilizia scolastica. È la rincorsa a risorse incerte per un patrimonio che, nel suo complesso, richiederebbe un piano pluriennale di adeguamento, efficientamento e messa in sicurezza», afferma Marmo.
Il caso dell’istituto pistoiese diventa così, nella sua analisi, un esempio concreto delle difficoltà che gli enti provinciali devono affrontare per garantire la manutenzione e la sicurezza delle scuole, spesso facendo affidamento su opportunità di finanziamento straordinarie.
Marmo assicura che la Provincia continuerà a lavorare sugli interventi possibili, compatibilmente con le risorse disponibili e con i vincoli di bilancio. L’amministrazione, aggiunge, ascolterà i rappresentanti degli studenti, così come ha già fatto la dirigente scolastica, per mantenere aperto il confronto sulle criticità segnalate.
Allo stesso tempo, il presidente chiede al Governo di assumere un impegno più incisivo per sostenere gli enti locali nella gestione del patrimonio scolastico.
«I ragazzi che oggi manifestano davanti al Sismondi-Pacinotti non chiedono l’impossibile. Chiedono una scuola che non cada a pezzi, che sia sicura e che consenta loro di vivere pienamente il proprio percorso formativo», sottolinea.
Per Marmo, il diritto allo studio non può limitarsi alla possibilità di frequentare le lezioni, ma deve comprendere anche il diritto a vivere quotidianamente ambienti sicuri, dignitosi e adeguati alla crescita personale e formativa.
La protesta, conclude il presidente della Provincia, deve quindi trasformarsi in un’occasione di ascolto e di impegno concreto. «Perché il futuro dei nostri ragazzi non può dipendere dalla disponibilità occasionale di un finanziamento».
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