Scritto da 8:27 am Pescia, Attualità

Classificazione dei Comuni montani, nuovo rinvio dal Governo. Dura la posizione del Comune di Pescia

Pescia (lunedì 18 gennaio 2026) — Nuovo rinvio sulla riforma della classificazione dei Comuni montani. Nel corso della seduta di giovedì scorso della Conferenza Stato–Regioni, il ministro Roberto Calderoli ha chiesto ancora una volta di posticipare la decisione, annunciando l’arrivo di una nuova proposta “entro una settimana”. Un ulteriore slittamento che continua a suscitare forti critiche da parte di enti locali e associazioni di rappresentanza.

di Matteo Della Bartola

Da mesi, infatti, ANCI, UNCEM, numerose Regioni e moltissimi Comuni – tra cui Pescia – contestano l’impianto della riforma, ritenuta penalizzante per i territori montani. Secondo gli enti locali, la nuova classificazione rischia di ridurre le tutele anziché rafforzarle, con effetti negativi su servizi e sviluppo.

A esprimere una posizione netta è il vicesindaco di Pescia con delega alla Montagna, Luca Tridente. «Questa riforma è profondamente sbagliata – afferma – perché rischia di escludere invece di proteggere e perché tratta la montagna come un problema da ridurre, non come una ricchezza da difendere».

Tridente critica anche il metodo adottato dal Governo, giudicando contraddittorio il richiamo al dialogo istituzionale. «Risulta quasi offensivo continuare a parlare di leale collaborazione – sottolinea – dopo che il Governo ha già dimezzato le risorse del Fondo per la Montagna destinate alle Regioni. Da un lato si tagliano i fondi, dall’altro si promette di correggere presunte storture di un elenco che avrebbe incluso Comuni “non davvero montani” da quasi settant’anni».

Secondo il vicesindaco, il problema non risiede nella revisione formale delle classificazioni, ma nelle conseguenze concrete della riforma. «Con meno risorse e criteri più restrittivi per accedere agli incentivi – spiega – il risultato sarà uno solo: meno sostegno, meno servizi e meno futuro per chi vive in montagna».

Nel mirino anche l’affermazione secondo cui il nuovo elenco non comporterebbe tagli automatici. «È una formula burocratica buona per i comunicati – conclude Tridente –. Quando i fondi sono già stati ridotti, l’autonomia delle Regioni diventa solo una foglia di fico. Si chiede loro di fare miracoli con la metà delle risorse, scaricando le responsabilità sui territori».

«Chi vive in montagna chiede semplicemente di poter restare, lavorare e crescere – conclude il vicesindaco –. La montagna va salvaguardata e incentivata, non esclusa o messa sotto esame. È presidio, identità e futuro, non un costo da ridurre».

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Tag: , , , , , Last modified: Gennaio 19, 2026
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