Montecatini Terme (venerdì 4 settembre 2026) — A oltre un mese dal ritrovamento del corpo senza vita di una 25enne di origini ucraine, residente a Milano, in un appartamento di Montecatini, la famiglia torna a chiedere che siano chiarite tutte le circostanze che hanno preceduto la morte della giovane.
di Matteo Della Bartola
La madre, che non ritiene plausibile l’ipotesi di un gesto autolesionistico, ha depositato alla Procura di Pistoia, attraverso il proprio legale, l’avvocato Francesco Palumbo, un articolato atto di integrazione alla denuncia-querela già presentata nelle scorse settimane. Nella documentazione sono stati messi a disposizione degli inquirenti ulteriori elementi di carattere documentale, audiovisivo e investigativo.
L’obiettivo, spiega l’avvocato Palumbo, è consentire agli investigatori di «approfondire le circostanze che hanno preceduto il decesso della ragazza». Sul corpo della 25enne è già stato eseguito l’esame autoptico e sono attesi i relativi risultati, che potrebbero fornire elementi importanti per chiarire le cause della morte.
La nuova documentazione comprende materiale video e registrazioni audio, oltre a riferimenti a persone che avrebbero avuto rapporti con la giovane negli ultimi giorni di vita. Sono stati inoltre forniti elementi che potrebbero contribuire alla ricostruzione dei suoi spostamenti e dei contatti avuti prima del decesso.
Tra gli aspetti indicati dalla famiglia vi è anche la presenza, secondo quanto riferito dal legale, di alcune persone potenzialmente in grado di fornire informazioni utili che si troverebbero attualmente all’estero, in particolare a Dubai.
«Dalle informazioni raccolte dalla famiglia e rappresentate negli atti depositati – spiega Palumbo – vi sarebbero elementi che inducono a ritenere che la ragazza possa essere entrata in contatto con ambienti riconducibili al fenomeno dello sfruttamento della prostituzione e che possa essere stata coinvolta in attività di accompagnamento non pienamente frutto di una libera autodeterminazione».
Si tratta, sottolinea lo stesso avvocato, di circostanze che «dovranno essere rigorosamente verificate dagli inquirenti» e che, allo stato, rappresentano dunque elementi da approfondire nell’ambito delle indagini.
La famiglia lancia quindi un appello a chiunque possa aver visto la giovane negli ultimi giorni della sua vita o possa aver avuto modo di entrare in contatto con lei. L’invito è rivolto anche a chi abbia frequentato gli stessi luoghi abitualmente visitati dalla 25enne a Montecatini, così come a chi abbia lavorato o operato nelle strutture ricettive, nei locali notturni, negli esercizi commerciali o nelle altre aree della città frequentate dalla ragazza.
Qualsiasi informazione, anche apparentemente marginale, viene ritenuta potenzialmente utile per contribuire alla ricostruzione delle ultime ore e degli ultimi giorni di vita della giovane. L’obiettivo della famiglia è fare piena luce su una morte che, a suo giudizio, presenta ancora interrogativi ai quali è necessario dare una risposta.
Tag: famiglia, Indagini, Montecatini, ragazza morta Last modified: Settembre 4, 2026


