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La Diocesi di Pistoia: “Basta sfruttamento e illegalità, il lavoro torni ad avere dignità”

Pistoia (mercoledì 8 luglio 2026) — La diocesi di Pistoia torna a denunciare la situazione sempre più critica che interessa una parte significativa del tessuto produttivo della piana tra Pistoia, Prato e Firenze, dove, accanto a un distretto industriale un tempo simbolo di sviluppo economico, si sono diffuse situazioni di illegalità, caporalato e sfruttamento del lavoro.

di Matteo Della Bartola

A lanciare l’allarme è il vescovo di Pistoia e Pescia, monsignor Augusto Mascagna, che richiama l’attenzione delle istituzioni e della società civile sulla gravità del fenomeno.

“Quanto sta accadendo nella piana tra Pistoia, Prato e Firenze ci coinvolge direttamente, sia come coscienza personale sia come comunità. Non possiamo voltarci dall’altra parte davanti a quelle che vengono ormai definite, con un’espressione dolorosa ma realistica, ‘terre di nessuno'”, afferma il presule.

Richiamando il passo del profeta Osea proclamato nella liturgia del giorno, Mascagna ribadisce che “l’iniquità nei confronti di chi lavora e delle persone più deboli non resterà impunita”, sottolineando come la ricerca della giustizia e il rispetto della dignità umana rappresentino un dovere non solo per i credenti, ma per l’intera società.

A rafforzare la presa di posizione della diocesi interviene anche Selma Ferrali, direttrice dell’Ufficio pastorale sociale e del lavoro, che descrive un sistema ormai consolidato, fatto di aziende che aprono e chiudono nel giro di poco tempo per sottrarsi ai controlli, negando i diritti fondamentali dei lavoratori.

“Si tratta di realtà che calpestano i diritti umani più elementari e ricorrono persino alla violenza nei confronti di chi prova a rivendicare le proprie tutele”, osserva Ferrali, ricordando come episodi di questo tipo siano emersi anche recentemente nelle cronache locali, con il caso di Seano.

La diocesi evidenzia inoltre come il fenomeno non riguardi più soltanto il distretto pratese, ma stia interessando anche il territorio pistoiese. I casi registrati a Quarrata, Agliana e Montale, caratterizzati dalle stesse modalità operative, vengono indicati come il segnale di un problema strutturale che richiede risposte efficaci.

Secondo Ferrali, è necessaria una presa di responsabilità da parte delle istituzioni attraverso interventi che non si limitino all’azione repressiva, ma siano capaci di ristabilire legalità, dignità e condizioni di lavoro rispettose dei diritti delle persone.

“La cultura della dignità umana e del lavoro serio, onesto e giustamente retribuito non può essere oggetto di alcuna negoziazione”, conclude la direttrice dell’Ufficio pastorale sociale e del lavoro, ribadendo l’impegno della Chiesa nel promuovere un modello di sviluppo fondato sulla giustizia sociale e sul rispetto della persona.

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Tag: , , , , , , Last modified: Luglio 8, 2026
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