Pistoia — Polemica sui nuovi cartelli stradali installati nella zona Panorama. A sollevarla è il consigliere comunale del Partito Democratico, Paolo Tosi, che denuncia la scomparsa della dicitura “Partigiano” e dei nomi completi dalle targhe dedicate a due figure simbolo della Resistenza pistoiese: Pietro Gherardini e Ubaldo Fantacci.
di Matteo Della Bartola
“La memoria dei nostri partigiani non si cancella nemmeno da un cartello stradale – afferma Tosi –. Ci avevano già provato tempo fa a cambiare il nome del giardino dedicato a Pietro Gherardini, comandante della Resistenza a Pistoia e medaglia di bronzo al valor militare, ma non ci riuscirono. Oggi però dai nuovi cartelli delle vie intitolate a Gherardini e a Ubaldo Fantacci, partigiano della brigata Gino Bozzi ucciso dai nazifascisti nel 1944 a Ponte a Rigoli, sono spariti sia i nomi di battesimo – sostituiti da un’iniziale – sia la parola Partigiano”.
Così, spiega il consigliere, via Pietro Gherardini Partigiano è diventata via P. Gherardini, e via Ubaldo Fantacci Partigiano è ora via U. Fantacci. “Mi auguro che si tratti solo di una svista da parte di chi ha rifatto i cartelli – aggiunge – ma è comunque un errore grave, anche solo dal punto di vista simbolico. Vie così importanti per la nostra memoria storica non possono diventare anonime”.
Dopo la segnalazione dei familiari di Gherardini e dell’Anpi di Pistoia, Tosi ha effettuato un sopralluogo personale nella zona. “I nomi delle vie dedicate ai protagonisti della Resistenza pistoiese hanno un valore storico e morale che non può essere toccato – sottolinea – perché rappresentano le radici della nostra Repubblica e i valori antifascisti sanciti dalla Costituzione, sempre vivi nella nostra città”.
Il consigliere ricorda di essersi già battuto, insieme all’Anpi e ai familiari di Pietro Gherardini, per mantenere l’intitolazione del Giardino di Candeglia. “Oggi – annuncia – ho chiesto formalmente al Comune di ripristinare le scritte originali, riportando nome, cognome, date di nascita e morte e la parola Partigiano, come previsto in origine”.
Per Tosi, dedicare una via a un partigiano “non è solo un gesto di memoria, ma un modo concreto per ricordare ogni giorno chi ha lottato per la libertà e contro il fascismo”.
“Questi nomi – conclude – ci ricordano da dove veniamo e ci aiutano a non dimenticare. Cancellare anche solo una parola significa cancellare un pezzo della nostra storia”.



