Pistoia (mercoledì 2 settembre 2026) — La vicepresidenza della Provincia, alla fine, non è stata assegnata. Una scelta che il presidente Luca Marmo rivendica come una decisione di carattere esclusivamente politico e istituzionale, maturata in un quadro segnato da forti tensioni interne e dalla necessità, a suo giudizio, di preservare equilibrio e pluralismo.
di Matteo Della Bartola
«È una facoltà che il presidente può esercitare – spiega Marmo –. In un clima così acceso sarebbe stata ulteriormente divisiva». Il presidente interviene così sulle polemiche degli ultimi giorni, respingendo con fermezza le interpretazioni che hanno collegato la mancata nomina del vicepresidente a un presunto pregiudizio etnico nei confronti del consigliere Bruno Leka.
«Su questo punto credo sia necessario fare chiarezza – sottolinea Marmo – anche perché in questi giorni sono state formulate interpretazioni che ritengo profondamente ingiuste e che rischiano di spostare il confronto dal piano politico a quello personale».
Marmo respinge in particolare l’ipotesi che la provenienza di Leka possa aver avuto un ruolo nella decisione. «Ho letto dichiarazioni che lasciano intendere che sulle nomine avrebbe inciso un pregiudizio etnico. Le respingo con assoluta fermezza. Non c’è nulla, nella mia decisione, che abbia a che fare con l’origine, la nazionalità o la storia personale del consigliere Leka».
A sostegno della propria posizione, il presidente richiama anche la sua storia personale e alcune scelte politiche recenti. «Sono figlio di emigranti e sono nato in un Paese straniero. Ma, al di là della mia vicenda personale, sono i fatti a parlare: durante la campagna elettorale ho sostenuto pubblicamente e senza esitazioni Bernard Dika, anch’egli di origine albanese, e oggi ho affidato allo stesso Bruno Leka deleghe importanti e strategiche per la Provincia».
Tra queste figurano Istruzione e Trasporto Pubblico Locale, oltre ai rapporti con il capoluogo sulla programmazione urbana e con le istituzioni sovra-provinciali.
«È dunque evidente – afferma Marmo – che la scelta sulla vicepresidenza non riguarda l’origine di una persona, ma esclusivamente una valutazione politica e istituzionale sull’equilibrio che ritengo necessario costruire all’interno della Provincia».
Nel ragionamento del presidente entra anche il tema degli equilibri all’interno del Partito democratico e della maggioranza. In questi giorni, osserva Marmo, è stato evocato il concetto di democrazia sostenendo che la componente interna al Pd che ha espresso più consiglieri avrebbe avuto titolo a indicare il vicepresidente.
«Ma la democrazia non è soltanto aritmetica. È anche pluralismo, equilibrio e rappresentanza», sostiene il presidente.
Secondo Marmo, la sua scelta è stata orientata proprio dalla ricerca di un equilibrio più ampio, con l’obiettivo di consolidare il campo largo e in coerenza con gli orientamenti emersi a livello nazionale, regionale e provinciale.
«La mia appartenenza politica è la stessa di Bruno Leka. È proprio per questo che la sua eventuale indicazione alla vicepresidenza avrebbe potuto produrre un segnale politico molto preciso: Presidenza e vicepresidenza riconducibili alla medesima area, con il rischio di trasmettere l’idea che una componente intendesse concentrare su di sé l’intero spazio di governo».
Una prospettiva che Marmo non ritiene funzionale alla costruzione della maggioranza. «Non credo che questo sia il modo migliore per costruire un campo largo».
Nel suo ragionamento, assume quindi un peso anche la posizione di Lisa Amidei, indicata come possibile alternativa. «In un’organizzazione politica plurale, le diverse anime devono trovare un punto di equilibrio e una rappresentanza adeguata. E in questo senso è innegabile che Lisa Amidei, prima degli eletti e rappresentante di una diversa area politica, costituisse un punto di caduta naturale per una soluzione capace di garantire equilibrio e pluralismo».
Ma, alla fine, la vicepresidenza non è stata assegnata.
«Non è una questione personale. È una questione politica», ribadisce Marmo.
Nelle conclusioni, il presidente cerca di riportare il confronto sul terreno istituzionale e sul lavoro dell’amministrazione provinciale.
«Non ho assunto questa posizione contro Bruno Leka, contro Lisa Amidei, contro una componente politica o contro una generazione», afferma. «Ho cercato di esercitare la responsabilità che mi è stata affidata costruendo un equilibrio che, a mio giudizio, fosse utile alla Provincia».
Per Marmo, le differenze politiche e il dissenso devono trovare spazio all’interno del confronto, senza però trasformarsi in una contrapposizione personale.
«Le differenze politiche sono legittime. Il dissenso è fisiologico. Ma la Provincia non ha bisogno di vincitori e vinti: ha bisogno di responsabilità, collaborazione e capacità di lavorare sui problemi concreti dei cittadini e dei territori».
Le deleghe attribuite ai consiglieri, sottolinea il presidente, vanno proprio nella direzione di una maggiore operatività.
«A tutti i consiglieri ai quali ho affidato queste responsabilità chiedo di lavorare insieme, nel rispetto delle diverse sensibilità, mettendo al centro l’istituzione provinciale».
E conclude: «Io continuerò a fare il presidente della Provincia cercando di rappresentare tutti, anche chi non condivide le mie scelte. È questo, a mio avviso, il significato più autentico del mandato che ho ricevuto».
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