Pistoia (lunedì 31 agosto 2026) — Turni di 12 ore, rientri nei giorni di riposo, continui spostamenti tra reparti e organici inferiori alle necessità. È la situazione denunciata dalla FP CGIL Prato Pistoia nei presidi sanitari delle zone di Pistoia e della Val di Nievole, dove – secondo il sindacato – le difficoltà organizzative stanno raggiungendo livelli sempre più critici.
di Matteo Della Bartola
A raccogliere le segnalazioni sono gli stessi lavoratori, che descrivono una quotidianità fatta di turni prolungati, carichi di lavoro crescenti e responsabilità sempre maggiori. Il personale, sottolinea la FP CGIL, si trova frequentemente a garantire i servizi con un numero di unità inferiore a quello necessario, con inevitabili ripercussioni sull’organizzazione del lavoro.
A complicare ulteriormente il quadro c’è anche la presenza di numerosi lavoratori con limitazioni lavorative legate a condizioni di salute. Un elemento, osserva il sindacato, che dovrebbe essere necessariamente considerato dall’Azienda nella programmazione dei turni, così da evitare di aggravare ulteriormente le condizioni di chi è già sottoposto a specifiche prescrizioni.
La FP CGIL contesta inoltre il ricorso al lavoro straordinario come strumento per garantire la continuità dei servizi, soprattutto quando il riconoscimento economico risulta limitato rispetto alla maggiorazione prevista dall’accordo sulla produttività aggiuntiva.
«La carenza di personale non può essere risolta facendo continuo affidamento sulla disponibilità e sul senso di responsabilità di chi è già in servizio», è la posizione del sindacato. Se ai lavoratori viene chiesto un ulteriore sacrificio per coprire le carenze di organico, sostiene la FP CGIL, questo impegno deve essere «quantomeno riconosciuto e adeguatamente valorizzato».
Particolarmente critica, secondo la FP CGIL, è stata la gestione del periodo estivo. Ferie e assenze programmate, sottolinea il sindacato, non possono essere considerate eventi imprevedibili: «L’arrivo dell’estate e delle ferie non rappresenta certo un imprevisto».
Il problema più evidente riguarderebbe la carenza di operatori socio-sanitari, soprattutto nei reparti, dove – denuncia la sigla sindacale – il personale infermieristico sarebbe sempre più spesso chiamato a svolgere attività proprie dell’assistenza di base.
Una situazione che, secondo la FP CGIL, finisce per sottrarre gli infermieri alle loro specifiche attività professionali e determina episodi di demansionamento, anche per interi turni di servizio.
Per il sindacato, la questione non riguarda soltanto le condizioni di lavoro degli operatori. Turni prolungati, personale insufficiente e carichi di lavoro elevati possono infatti avere ripercussioni anche sulla qualità e sulla sicurezza dell’assistenza garantita ai cittadini.
Le carenze di organico, sostiene la FP CGIL, rischiano di incidere sull’organizzazione dei servizi e sui tempi di risposta alle esigenze dei pazienti, rendendo ancora più urgente un intervento strutturale.
Per questo la FP CGIL Prato Pistoia ha chiesto alla Direzione Infermieristica di intervenire concretamente, a partire dall’aumento degli organici e da una maggiore attenzione alla copertura dei turni. Tra le richieste ci sono anche la riduzione del ricorso ai rientri e agli straordinari e una programmazione dei servizi che tenga conto delle effettive condizioni del personale.
La richiesta del sindacato è dunque quella di un cambio di passo sul fronte delle assunzioni e della programmazione: «Serve più personale e una programmazione delle assunzioni che affronti seriamente questo problema per garantire adeguata assistenza e carichi di lavoro sostenibili».
La conclusione della FP CGIL è netta: «Non è accettabile che le carenze organizzative e una gestione inadeguata dell’emergenza estiva continuino a essere scaricate sui lavoratori».
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