Montecatini Terme — Si accende il confronto politico a Montecatini sul futuro del comparto termale. Durante l’ultimo consiglio comunale, il gruppo Fanucci Sindaco – Montecatini Terme il futuro è nel nome ha presentato una mozione per la creazione di un unico comparto urbanistico che comprendesse Palazzina Grocco e Terme Leopoldine. A illustrarne le motivazioni è stato il consigliere di minoranza Andrea Bonvicini.
di Matteo Della Bartola
Secondo Bonvicini, gli edifici avrebbero dovuto essere considerati “un unicum di interesse per la città”, analogamente a quanto già avviene per Terme Regina e Terme Tettuccio. L’idea, spiega il consigliere, era quella di salvaguardare e valorizzare l’area delle Leopoldine, vista come futuro polo per piscine termali e attività ricettive, con la Palazzina Grocco potenziale punto di accesso e valorizzazione dell’intero complesso.
La mozione, definita dal gruppo di minoranza “coerente con le norme e nell’interesse della città”, è stata però respinta dalla maggioranza guidata dal sindaco Luca Del Rosso. Bonvicini accusa il primo cittadino di opporsi sistematicamente alle proposte della minoranza e di “bloccare qualsiasi iniziativa che non parta da lui”.
Il consigliere ha anche ricordato come, in termini elettorali, gli schieramenti oggi all’opposizione rappresentino complessivamente la maggioranza dei voti in città. Bonvicini ha quindi indicato i consiglieri che hanno votato contro la mozione: oltre al sindaco Del Rosso, Siliana Biagini, Alberto Mei, Martina Macaluso, Barbara Brizzi, Matteo Finizzola, Simone Gagliardi e Lorenzo Dall’Olio.
Tra i punti critici sollevati, anche il rischio che la Palazzina Grocco possa essere acquistata da privati senza adeguati vincoli urbanistici di tutela. Un’eventualità che, secondo l’opposizione, ricadrebbe sotto la responsabilità politica della giunta.
Parole di apprezzamento sono state invece rivolte al consigliere Magnani e al presidente del consiglio comunale Guido Ripa, che si sono astenuti, scelta che secondo Bonvicini “dimostra equilibrio e assenza di pregiudizi”.
Il consigliere ha inoltre criticato la gestione delle risorse comunali da parte della maggioranza, accusata di aver destinato 1,55 milioni di euro a eventi “non prioritari” e di utilizzare l’avanzo di amministrazione per opere considerate marginali rispetto alle necessità del sistema termale. “Manca una visione di città e un progetto in grado di attrarre investimenti e fondi pubblici”, ha affermato.
Bonvicini ha infine richiamato il possibile ruolo di sostegno da parte della Regione e della Fondazione Cassa di Risparmio, impegnata in progetti di rigenerazione urbana. “Per cogliere queste opportunità – conclude – serve una strategia chiara e la volontà di programmare il futuro delle Terme”.
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