Pistoia (venerdì 9 ottobre 2026) — Il presidente provinciale di Anva Confesercenti, Michele Coppelli, interviene dopo l’allerta meteo arancione e la conseguente cancellazione di mercati e fiere in diversi comuni della provincia, chiedendo procedure più flessibili, maggiore uniformità nelle decisioni e misure di sostegno economico per gli operatori del commercio su area pubblica.
di Matteo Della Bartola
«Arriva l’allerta arancione e scatta nuovamente, come da prassi oramai, l’annullamento di mercati e fiere nella nostra provincia. Un disagio non più sostenibile per la categoria», afferma Coppelli, contestando soprattutto il ricorso automatico alla cancellazione degli appuntamenti commerciali anche quando le condizioni meteorologiche effettive sembrano consentirne lo svolgimento.
Secondo il presidente provinciale di Anva Confesercenti, nella mattinata interessata dall’allerta la situazione sarebbe stata tutt’altro che impraticabile per lo svolgimento dei mercati. Nonostante questo, appuntamenti come quelli di Bottegone e Montecatini Terme erano già stati annullati dalla tarda serata precedente.
Coppelli precisa che gli ambulanti non intendono mettere in discussione la priorità della sicurezza pubblica, ma chiedono che le decisioni siano adottate tenendo conto anche delle condizioni concrete delle singole aree mercatali. «Noi, come gli operatori ambulanti, abbiamo a cuore la sicurezza pubblica e non manca certo senso di attenzione e di responsabilità quando le condizioni meteo possono cagionare situazioni di pericolo. Ma è inaccettabile che vi siano comportamenti difformi tra territori anche adiacenti, operatori avvertiti all’ultimo secondo», dichiara.
A preoccupare l’associazione è anche la mancanza di criteri omogenei tra amministrazioni comunali, che può determinare situazioni differenti persino in territori vicini. A questo si aggiungono i tempi di comunicazione delle cancellazioni, spesso troppo stretti per consentire agli operatori di limitare le perdite.
«Gli operatori su area pubblica si alzano presto la mattina non per andare a divertirsi, ma per andare a lavorare», sottolinea Coppelli, richiamando l’attenzione sulle difficoltà di chi acquista preventivamente la merce, soprattutto quella alimentare e deperibile, e si ritrova poi impossibilitato a venderla.
L’annullamento di un mercato rappresenta, per gli ambulanti, una perdita economica immediata. Le spese per l’acquisto della merce, i costi di trasporto e il mancato incasso della giornata si sommano agli altri oneri che le imprese devono comunque sostenere.
«Comprendiamo appieno la priorità assoluta della tutela della sicurezza pubblica e del rispetto delle procedure di Protezione civile. Tuttavia, la modalità con cui si gestiscono queste chiusure e la mancanza di un sistema di supporto economico o organizzativo generano danni immensi alle nostre imprese, già messe a dura prova dalla congiuntura economica attuale», afferma il presidente provinciale. Tra le criticità evidenziate c’è anche il pagamento preventivo del canone per l’occupazione del suolo pubblico, che può restare a carico degli operatori nonostante l’impossibilità di svolgere l’attività.
Per Anva Confesercenti, il problema riguarda quindi tre aspetti principali: le perdite dirette legate alla merce acquistata e non venduta, l’incertezza causata da decisioni comunicate con scarso preavviso e l’assenza di strumenti di compensazione per una giornata di lavoro persa e non recuperabile.
L’associazione sollecita provvedimenti immediati da parte delle amministrazioni locali, a partire da una revisione delle modalità con cui vengono disposte le cancellazioni di mercati e fiere. La richiesta è di verificare attentamente le condizioni delle aree interessate, anche nelle prime ore della mattina stessa, prima di procedere con l’annullamento, quando le circostanze lo consentano e nel pieno rispetto delle indicazioni di sicurezza.
Un altro punto centrale riguarda il rimborso o l’esenzione dal pagamento del suolo pubblico per le giornate in cui i mercati non possono svolgersi. «Perché nessun Comune ha previsto rimborsi o indennizzi su suoli pubblici già corrisposti, talvolta a caro prezzo?», domanda Coppelli.
La questione, sottolinea il presidente provinciale di Anva Confesercenti, è stata portata anche all’attenzione della Regione Toscana, alla quale viene chiesto di prevedere adeguate forme di ristoro per gli operatori colpiti dalle ripetute cancellazioni. «Queste situazioni oramai sono troppo ricorrenti», conclude Coppelli, chiedendo interventi che permettano di conciliare la necessaria tutela della sicurezza con la sostenibilità economica delle imprese ambulanti. L’obiettivo dell’associazione è arrivare a procedure più uniformi, comunicazioni tempestive e strumenti concreti di compensazione, affinché le allerte meteo non si traducano sistematicamente in giornate di lavoro perse e costi interamente a carico degli operatori.
Tag: allerta meteo, ambulanti, anva confesercenti, coppelli, disagi, mercato, pistoia Last modified: Ottobre 9, 2026


