Pistoia (venerdì 9 ottobre 2026) — Il sindaco Giovanni Capecchi chiarisce le motivazioni alla base della sospensione delle attività didattiche, disposta in seguito all’allerta arancione per temporali forti diramata dalla Protezione civile regionale. Il provvedimento, adottato in conformità al Piano comunale di Protezione civile, punta a tutelare la sicurezza di studenti e studentesse, riducendo al contempo i rischi legati agli spostamenti durante gli eventi meteorologici più intensi.
di Matteo Della Bartola
Il primo cittadino esprime, allo stesso tempo, piena comprensione per i disagi organizzativi che la chiusura delle scuole comporta per genitori, famiglie e lavoratori, soprattutto quando le condizioni meteorologiche sul territorio comunale non sembrano giustificare una misura così prudenziale.
«Comprendo perfettamente le difficoltà e i disagi che una misura come la chiusura delle scuole comporta per i genitori, le famiglie e le lavoratrici e i lavoratori, specialmente quando poi, per fortuna, sul nostro territorio non si verificano eventi estremi», dichiara Capecchi. «Siamo consapevoli dell’impatto organizzativo che la sospensione delle lezioni ha sulla vita quotidiana delle persone. Tuttavia, la decisione nasce da un dovere fondamentale di cautela e tutela della sicurezza di bambine, bambini, ragazze e ragazzi».
L’ordinanza firmata dal sindaco applica le disposizioni contenute nel Piano di Protezione civile del Comune, recentemente trasmesso al Consiglio comunale per l’approvazione definitiva, dopo le valutazioni della Regione.
Il regolamento attualmente in vigore prevede una procedura automatica in caso di allerta arancione per temporali forti, senza lasciare al sindaco margini di discrezionalità diretta sulla sospensione delle attività didattiche.
«In caso di allerta arancione per temporali forti, la misura prevista è un’ordinanza di sospensione delle attività didattiche, senza margini di discrezionalità diretta per il sindaco. Questo in base al Piano che abbiamo ora», precisa Capecchi.
A rendere necessaria una particolare prudenza è soprattutto l’imprevedibilità dei fenomeni meteorologici, accentuata dagli effetti dei cambiamenti climatici. Secondo il sindaco, un’allerta arancione estesa a tutta la Toscana segnala la possibilità concreta che si verifichino eventi critici in alcune aree, senza però consentire di stabilire con precisione dove e quando si abbatteranno i temporali più intensi.
La sospensione delle lezioni serve quindi a limitare gli spostamenti di migliaia di persone, evitare situazioni di pericolo nel caso in cui si renda necessaria un’evacuazione durante un nubifragio e mantenere la viabilità il più possibile libera per consentire l’intervento dei mezzi di soccorso.
«Un’allerta non è una previsione meteo precisa, stabilisce uno scenario di rischio», sottolinea Capecchi, ricordando come episodi recenti abbiano dimostrato la difficoltà di prevedere con esattezza gli effetti dei fenomeni atmosferici nelle singole località. «Nella precedente allerta arancione, a Pistoia non è accaduto nulla mentre in città vicine sì. E lo stesso vale per oggi con quanto successo a Viareggio».
In vista della discussione sul Piano di Protezione civile in Consiglio comunale, il sindaco invita ad affrontare il tema senza pregiudizi politici, con l’obiettivo di individuare soluzioni condivise e adeguate alle esigenze del territorio.
«Su questo tema non ci sono posizioni politiche precostituite. Dobbiamo trovare insieme la soluzione migliore e ogni contributo sarà utile. Sono molto interessato alla discussione che uscirà dal Consiglio comunale», afferma il primo cittadino.
Il passaggio in aula rappresenterà dunque un’occasione per confrontarsi sulle procedure attualmente previste e sulle possibili modalità di gestione delle emergenze meteorologiche, tenendo conto sia delle esigenze di sicurezza sia delle ricadute sulla vita quotidiana delle famiglie.
Tra le proposte avanzate da Capecchi per contenere i disagi legati alla chiusura delle scuole c’è anche la sensibilizzazione dei datori di lavoro affinché favoriscano il ricorso al lavoro agile nelle giornate interessate dalle allerte meteo.
L’obiettivo è agevolare soprattutto i genitori con figli piccoli, che devono conciliare la sospensione delle lezioni con gli impegni professionali.
«Dobbiamo imparare a gestire insieme gli effetti del cambiamento climatico», conclude il sindaco. «Un’ipotesi su cui lavorare è la sensibilizzazione dei datori di lavoro affinché favoriscano lo smart working per i genitori con figlie e figli piccoli nelle giornate di chiusura delle scuole per allerta meteo, così da limitare al massimo i disagi per le famiglie».
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