Pescia (giovedì 11 giugno 2026) — Il gruppo consiliare Pescia Cambia ha presentato un’interrogazione urgente a risposta scritta per chiedere chiarimenti sulla situazione dell’ufficio Anagrafe del Comune di Pescia, alla luce delle difficoltà legate alla conversione delle carte d’identità cartacee in Carte d’identità elettroniche (Cie).
di Matteo Della Bartola
Nell’atto, i consiglieri sottolineano innanzitutto l’importanza del servizio per la comunità e riconoscono la professionalità e l’impegno del personale dell’ufficio Anagrafe, che negli ultimi anni avrebbe dovuto far fronte a una progressiva riduzione dell’organico senza compromettere l’erogazione dei servizi ai cittadini.
Secondo Pescia Cambia, la situazione si sarebbe ulteriormente aggravata in vista della scadenza del 3 agosto fissata dal Governo per il passaggio definitivo alle carte d’identità elettroniche. A Pescia, spiegano i consiglieri, le carte cartacee da convertire erano inizialmente oltre 5.000 e, ad oggi, ne resterebbero ancora circa 3.000.
Il gruppo consiliare evidenzia come non siano stati attivati interventi per rafforzare il servizio, nonostante le possibilità offerte dalla normativa. In particolare viene ricordato che il Ministero dell’Interno consente ai Comuni di ricorrere a personale assunto tramite contratti di somministrazione per gestire l’emergenza legata al rilascio delle Cie e che l’Anci aveva invitato gli enti locali a predisporre specifici progetti per affrontare l’aumento delle richieste.
Nell’interrogazione si sottolinea inoltre che non sarebbero stati avviati progetti di servizio civile, adottati invece da numerosi altri Comuni, che avrebbero potuto garantire un supporto operativo nelle attività connesse alla conversione dei documenti.
Pescia Cambia segnala anche i disagi registrati dagli utenti, con lunghe attese agli sportelli, e le difficoltà organizzative derivanti dall’assenza di un potenziamento del personale in una fase particolarmente delicata.
Per questo motivo i consiglieri chiedono all’amministrazione comunale di chiarire perché l’ufficio Anagrafe non sia stato rafforzato, perché non siano stati attivati progetti di servizio civile o contratti di somministrazione e quali misure si intendano adottare per smaltire le circa 3.000 pratiche ancora da completare prima della scadenza del 3 agosto.
Tra i quesiti posti all’amministrazione figurano anche la richiesta di sapere se sia stato predisposto un piano di supporto per il personale attualmente in servizio, chiamato a conciliare le attività ordinarie dell’Anagrafe con gli adempimenti straordinari legati alle carte d’identità elettroniche e con la reperibilità collegata all’ospedale, nonché l’eventuale intenzione di ampliare gli orari di apertura degli sportelli attraverso il ricorso a prestazioni straordinarie.
«Riteniamo sia urgente intervenire – affermano i consiglieri – perché è inaccettabile non gestire il servizio Anagrafe portandolo al collasso e soprattutto non tutelare il personale esistente».
L’interrogazione porta le firme del capogruppo Vittoriano Brizzi e dei consiglieri Celeste Vassallo e Roberto Bellandi.
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