Pescia (giovedì 17 settembre 2026) — Cambio alla guida del Partito Democratico di Pescia. Luca Tridente ha annunciato le proprie dimissioni all’assemblea comunale, che aveva guidato dal 2021. Il suo mandato è stato segnato, in particolare, dalla vittoria del centrosinistra alle elezioni amministrative del 2023, che ha riportato la coalizione alla guida della città.
di Matteo Della Bartola
L’assemblea comunale ha ringraziato Tridente per il lavoro svolto e ha proceduto all’elezione del nuovo segretario. Su proposta dello stesso segretario uscente, i democratici hanno votato all’unanimità Simone Bertini, attuale capogruppo del Pd in consiglio comunale.
«Da ieri sera sono il nuovo segretario del Partito Democratico di Pescia – ha dichiarato Bertini –. È una responsabilità importante, che accolgo con gratitudine verso chi mi ha dato fiducia, ma soprattutto con una domanda: che cosa può essere oggi un partito?».
Il nuovo segretario parte dalla necessità di ricostruire un rapporto più diretto tra politica e cittadini. Secondo Bertini, il problema non sarebbe soltanto capire perché tante persone si siano allontanate dalla politica, ma interrogarsi sulle ragioni per cui la politica non sia più riuscita a farle sentire parte di una comunità.
Tra le prime proposte annunciate dal nuovo segretario c’è l’organizzazione di incontri ogni quindici giorni, aperti non solo agli iscritti ma anche ai cittadini, per discutere dei problemi di Pescia e dei principali temi di attualità: dal lavoro alla sanità, dalla scuola all’ambiente, passando per giovani, sicurezza, immigrazione, economia, diritti e tecnologia.
«Non occorre avere una tessera per avere qualcosa da dire», sottolinea Bertini, che rivendica la volontà di ascoltare anche chi non vota il Pd o ha opinioni differenti.
L’obiettivo dichiarato è evitare che il partito finisca per confrontarsi soltanto con chi ne condivide già le posizioni. Da qui anche la riflessione sul rapporto tra politica e populismo.
Nel suo intervento, Bertini ha insistito sulla necessità di recuperare una politica capace di affrontare la complessità dei problemi senza ridurli a slogan o individuare continuamente un colpevole.
«È facile indicare un colpevole. È facile promettere che esista una soluzione capace di accontentare tutti. È molto più difficile dire che la realtà non sempre coincide con i nostri desideri e che ogni scelta porta con sé conseguenze», ha affermato.
Per il nuovo segretario, la ricerca del consenso non dovrebbe trasformarsi nell’inseguimento quotidiano dell’opinione pubblica. La sfida, sostiene, è costruire un progetto politico di lungo periodo, con uno sguardo rivolto anche alle generazioni future.
Da qui l’idea di un Pd nel quale il confronto interno non sia considerato un problema: «Non vorrei un Pd nel quale siamo sempre tutti d’accordo. Vorrei un partito nel quale si possa discutere, dissentire e persino cambiare idea».
Bertini ha infine rivolto un ringraziamento personale al segretario uscente Luca Tridente, definendolo «prima di tutto un amico» e riconoscendogli il lavoro svolto alla guida del partito negli ultimi anni.
«Assumere questa responsabilità significa anche raccogliere una parte del lavoro fatto da chi c’era prima e provare a portarlo avanti mettendoci qualcosa di mio», ha detto Bertini.
Il nuovo segretario si appresta così ad avviare il nuovo corso del Pd pesciatino, puntando su partecipazione, confronto e apertura verso la cittadinanza. «Un partito con le porte aperte e lo sguardo rivolto un po’ più lontano dell’oggi», è la direzione indicata da Bertini.
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