Pescia (lunedì 19 ottobre 2026) — Il sindaco Riccardo Franchi, insieme all’amministrazione comunale e alle associazioni del territorio, firma un appello urgente per chiedere una revisione del progetto che prevede l’installazione di una ringhiera o di un corrimano sul Ponte del Duomo. Al centro della richiesta, la tutela del valore storico e architettonico del monumento, ricostruito nel dopoguerra secondo il principio del «com’era, dov’era».
di Matteo Della Bartola
La lettera aperta è indirizzata ai rappresentanti delle istituzioni e, in particolare, alla Soprintendenza di Lucca, alla quale viene chiesto di intervenire e valutare soluzioni alternative che consentano di garantire la sicurezza senza compromettere l’aspetto del ponte. Nel documento, i firmatari richiamano il progetto approvato nel 2021 dalla Provincia e avallato dalla Soprintendenza di Firenze, sottolineando che, al momento, la Soprintendenza di Lucca non avrebbe ancora espresso il proprio parere. Da qui la richiesta di un ulteriore approfondimento sulla necessità di installare una nuova struttura metallica. Secondo i promotori dell’appello, infatti, l’altezza del parapetto esistente, integrato da una struttura d’appoggio di ampia larghezza, sarebbe coerente con quella della sponda cittadina lungo viale Forti, viale Buozzi e viale Garibaldi. Una circostanza che, a loro avviso, meriterebbe di essere considerata nella valutazione delle esigenze di sicurezza.
La posizione espressa nella lettera è quella di privilegiare, per un monumento storico, soluzioni meno invasive. I firmatari chiedono quindi di verificare se un’adeguata segnaletica, accompagnata dalla necessaria prudenza e nel rispetto delle norme vigenti, possa rappresentare un’alternativa all’installazione di una ringhiera o di un corrimano, evitando interventi che rischierebbero di alterare l’aspetto del manufatto.
A sostegno della richiesta, l’appello ripercorre anche la storia del Ponte del Duomo, ricostruito nel dopoguerra grazie alla volontà della comunità e al contributo volontario dei cittadini, con l’obiettivo di ripristinarne l’aspetto originario. Il progetto porta la firma dell’architetto Lando Bartoli, protagonista della ricostruzione fiorentina e docente universitario, e dell’ingegnere Mario Focacci. Un’eredità storica e architettonica che, secondo i sottoscrittori, deve essere preservata anche nelle scelte relative alla sicurezza e alla manutenzione.
Nel testo viene richiamato, come termine di paragone, il Ponte Santa Trinita di Firenze: «Così anche per il Ponte del Duomo dovrebbe valere il medesimo rispetto», sostengono i firmatari, evidenziando la necessità di evitare l’aggiunta di elementi metallici che possano modificarne l’immagine. L’appello si conclude con una richiesta precisa alla Soprintendenza di Lucca: riesaminare il progetto e promuovere soluzioni che coniughino la sicurezza delle persone con la conservazione del patrimonio monumentale, privilegiando, ove possibile, interventi basati sulla segnaletica e rispettosi delle caratteristiche storiche del ponte.
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