Pistoia (mercoledì 10 dicembre 2025) — La Camera Penale di Pistoia interviene con fermezza dopo il suicidio avvenuto nei giorni scorsi all’interno della casa circondariale cittadina. Si tratta del 74° caso registrato nelle carceri italiane dall’inizio dell’anno, il primo a Pistoia dopo un lungo periodo senza episodi di questo tipo.
di Matteo Della Bartola
Secondo l’associazione forense, la situazione dell’istituto penitenziario pistoiese era storicamente caratterizzata da una buona amministrazione e condizioni di vita relativamente dignitose, elementi che avevano contribuito a ridurre disagi, atti autolesionistici e tentativi di suicidio. “Il carcere di Pistoia non era forse un modello ideale, ma il numero di detenuti, mantenuto entro i limiti di legge, permetteva la pacifica convivenza e lo svolgimento di attività didattiche, lavorative ed educative”, sottolineano gli avvocati.
La situazione, però, sarebbe radicalmente cambiata negli ultimi mesi. Già durante l’estate – e con crescente allarme nelle settimane più recenti – il garante dei detenuti aveva denunciato condizioni definite «insopportabili» a causa del sovraffollamento. La struttura aveva infatti iniziato a ospitare un numero eccessivo di persone rispetto alla capienza regolamentare, superando anche gli standard fissati dalla Corte europea dei diritti dell’uomo per garantire condizioni compatibili con la dignità e la salute dei reclusi.
Pur non entrando nel merito delle ragioni personali che hanno portato il detenuto, in custodia cautelare, a togliersi la vita – motivazioni che “forse non conosceremo mai” – la Camera Penale ribadisce un principio: “La vita umana deve essere tutelata, dentro e fuori le mura del carcere”.
L’associazione prende posizione anche contro le reazioni più dure e punitive che spesso accompagnano vicende simili nel dibattito pubblico: “Di fronte ai “buttate via la chiave” e ai “speriamo che marcisca in galera”, sentiamo il dovere di ricordare che i detenuti non sono una casta di paria. Nelle carceri vivono uomini e donne cui devono essere garantite condizioni di vita dignitose, percorsi di rieducazione e possibilità di rinascita”.
La Camera Penale chiede dunque attenzione, responsabilità istituzionale e interventi concreti per riportare il carcere pistoiese entro condizioni compatibili con i diritti fondamentali e con la funzione rieducativa sancita dalla Costituzione.
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