Scritto da 11:35 am Pescia, Attualità

Accorpamenti scolastici, “Insieme si può” critica la decisione: “Così non si combattono dispersione e divari educativi”

Pescia (venerdì 6 febbraio 2026) — Il gruppo “Insieme si può” interviene sul tema degli accorpamenti scolastici, dopo la comunicazione ufficiale, apparsa anche sulla stampa locale online, che prevede l’unione degli istituti Ita “D. Anzilotti” e Ims “C. Lorenzini”, destinata a diventare operativa a partire dall’anno scolastico 2026/2027.

di Matteo Della Bartola

Secondo il gruppo, l’accorpamento rappresenta l’applicazione nel territorio comunale del Decreto ministeriale n. 19 del 2 febbraio 2024, che individua il dimensionamento degli istituti come strumento per contrastare la dispersione scolastica e ridurre i divari educativi. Un obiettivo che, come ricordano i promotori, rientra tra le condizioni poste dal governo per l’utilizzo dei 750 milioni di euro stanziati nell’ambito del Pnrr.

“Insieme si può” solleva tuttavia forti perplessità sull’efficacia reale di tali misure. «Quali sono i concreti provvedimenti per ridurre la dispersione e il divario educativo? – si chiede il gruppo –. Accorpare istituti che non raggiungono i 600 iscritti, senza considerare la storia, gli indirizzi di studio e l’organizzazione educativa costruita in decenni, in alcuni casi in oltre un secolo, è davvero la soluzione?».

Il gruppo ricorda inoltre che l’accorpamento comporta una riduzione del personale tecnico e amministrativo e del numero dei dirigenti scolastici. Anche ammettendo che, come previsto dal provvedimento, gli istituti mantengano autonomia didattica e organizzativa, restano forti dubbi sulla sostenibilità del modello. In particolare, viene messa in discussione la possibilità di una visione comune tra due realtà profondamente diverse come un liceo, centrato su un percorso teorico, e un istituto tecnico, fortemente legato al tessuto agroalimentare e sanitario del territorio.

Secondo “Insieme si può”, il rischio è che entrambi gli istituti possano progressivamente indebolirsi, non riuscendo a investire adeguate risorse didattiche, organizzative ed economiche. Una situazione che, nel tempo, potrebbe produrre un effetto contrario rispetto agli obiettivi dichiarati, con una possibile diminuzione delle iscrizioni.

Ulteriori criticità riguardano l’Ita “D. Anzilotti”, che – secondo il gruppo – dal prossimo anno scolastico potrebbe non disporre più del personale necessario per accogliere e gestire gli studenti del convitto, provenienti non solo dalla Toscana ma anche da altre regioni. «Di fronte a questo scenario – conclude la nota – è lecito chiedersi se tali scelte servano davvero a contrastare la dispersione scolastica e i divari educativi o se, dietro il decreto ministeriale, si celi una riduzione dei fondi destinati all’istruzione pubblica per dirottare risorse verso settori considerati più redditizi».

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Tag: , , Last modified: Febbraio 6, 2026
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